Forze Di Salute: Salute: Alimentazione Sana E Movimento Fisico

Di: - Pubblicato: 11 marzo 2016

Intervista al Dottor Enrico Mariani, Medico specialista in scienza dell’alimentazione e in medicina dello sport

 

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A cura di Daniel Battaglia

 

Attraverso il cibo, gli esseri umani hanno sempre cercato un rapporto profondo che andasse al di là della semplice sopravvivenza. Cerchiamo di capire come oggi sia ancora possibile, malgrado la grande distribuzione, e come riappropriarci del nostro fisico in modo sano e indissolubilmente legato ad anima e spirito, allo scopo di rafforzare le nostre capacità atletiche e vitali con un approccio animico verso gli altri e noi stessi come ci suggerisce il Dott. Enrico Mariani.

 

Cosa intende dire quando afferma che il suolo agricolo deve essere sano e in che modo ha a che fare con l’inquinamento a cui siamo soggetti?

 

L’inquinamento dell’essere umano non è soltanto esterno, quindi inquinamento atmosferico, ma è anche un inquinamento interno collegato a vari fattori che sono rappresentati soprattutto dai cibi che introduciamo nel nostro organismo, cibi che derivano dall’agricoltura convenzionale e molte volte sono carichi non soltanto di pesticidi ma anche di effetti che l’agricoltura convenzionale ha portato sul cibo stesso, basti pensare alle irradiazioni con i raggi gamma effettuate sul grano nel dopo guerra da parte dell’agricoltura convenzionale, il che vuole dire avere un glutine più rigido meno elastico e quindi che può esporre a intolleranze. Sono state fatte nel dopo guerra per avere una produttività maggiore del grano, i cui effetti sul seme trattato di allora si protraggono nelle piante di anno in anno avendo di fatto modificato la struttura stessa del seme.

Oggi sappiamo che l’intolleranza al glutine è ormai diventata pressoché ubiquitaria e che colpisce almeno il 10% della popolazione, non sto parlando della celiachia che è un allergia: l’intolleranza è molto più diffusa. Quindi è un inquinamento sottile, a volte impercettibile perché comunque anche tollerato  dalle leggi vigenti, basti pensare all’uso dei coloranti nelle bevande soprattutto gasate; sono sostanze permesse dalla legge ma che in effetti, soprattutto nei bambini possono avere degli effetti tossici.

 

Ci parli dei punti da lei ideati e da mettere in pratica per vivere lo sport in modo nuovo e per attivare le forze di salute.

 

La costituzione dell’essere umano non va visto solo dal punto di vista dell’organismo fisico, ma comprende anche la mente, l’anima e lo spirito, che, finemente, sono presenti in ogni organo del corpo. Bisogna, infatti, tenere in considerazione che l’essere umano è formato da corpo anima e spirito e che quindi un equilibrio delle sue parti costitutive superiori cioè un equilibrio della sua anima e un equilibrio del suo spirito possono potenziare l’equilibrio fisico e quindi anche la pratica sportiva è importante.

Questo tipo di equilibrio ha a che fare con il termine di resilienza, che significa sapere affrontare le avversità in modo coerente. Quindi passare da un paradigma di patogenesi di studio delle cause delle malattie che fino ad ora è quello vigente ad un altro tipo di paradigma che è quello di salutogenesi come contrapposizione e polarità e cioè studiare i meccanismi di salute. I meccanismi di salute nascono dalla resilienza cioè dalla capacità che l’organismo ha di resistere alle sollecitazioni e alle fatiche.

 

L’attività sportiva deve essere considerata un filo conduttore che unisce. E’ bene che ogni sportivo prenda coscienza di questo filo sottile di calore che unisce ogni praticante eliminando le forze di separazione e odio favorendo forze di coesione.

La prestazione può essere migliorata attraverso l’assunzione di alimenti veramente sani e attraverso la viva rivalutazione, nella propria interiorità, dei valori sportivi.

La dinamica del sacrificio va vista nello sport in modo sano, quando l’atleta viene sconfitto può vivere in modo corretto la sconfitta, come un momento di verifica e di trasformazione perché solo grazie all’atleta sconfitto può emergere l’atleta vincente. Quindi non è tanto la vittoria che qualifica l’anima dello sport ma è il senso di sacrificio. Il senso di sacrificio negli allenamenti, nel rispetto dell’avversario, nell’etica sportiva ecc.

Riguardo all’integrazione con sostanze naturali, vitamine, sali minerali, oligoelementi, antiossidanti ecc., è meglio fare riferimento all’alimento attivo che contiene queste sostanze piuttosto che a un integratore  di tipo artificiale prodotto dall’industria farmaceutica con prodotti di sintesi. Queste sostanze, contenute nell’alimento come è presente in natura, offrono maggiori forze vitali.

Rispettare i tempi di recupero è un’esigenza fondamentale dell’atleta. L’equazione allenamento = esercizio fisico + riposo va rispettata con attenzione, pena il possibile scadimento delle capacità prestative, come succede nel sovrallenamento.