ApPUNTI G Teatro Verdi: 8/19 Novembre Prima Milanese

Di: - Pubblicato: 6 novembre 2017

Alessandra Faiella, Livia Grossi, Rita Pelusio, Lucia Vasini

 

Dall’8 novembre lo spettacolo apPUNTI G va in scena al Teatro Verdi. Quattro donne sul palco, Alessandra Faiella, Livia Grossi, Rita Pelusio, Lucia Vasini, affrontano la questione della sessualità femminile. Attraverso diversi strumenti e modi qui si sonda un tema già protagonista degli ultimi quarant’anni, ma che oggi è nuovamente oggetto di dibattito e sul quale è importante riportare l’attenzione. Sono passati quarant’anni da quando Pier Paolo Pasolini girava con il suo microfono per spiagge, borghi, fabbriche italiane gettando scompiglio con le sue scomode domande: “Come vede lei il PROBLEMA SESSUALE?” Questo era Comizi d’amore: Una sottile crociata dissacratoria contro l’ignoranza e la paura della sessualità.

L’Italia dei Comizi era ancora chiusa, bigotta ed inibita, molto lontana dal clima di libertà sessuale che si respira oggi. Gli anni Settanta e il femminismo hanno portato ad una vera rivoluzione di cui beneficiamo tuttora. Ma se una nuova deriva conformista fosse in agguato? Ancora una volta il pregiudizio e lo stereotipo rappresentano un pericolo non trascurabile, ora più che mai è necessario parlare e sviscerare il tema della sessualità femminile. Attraverso la comicità, esilarante e a tratti commovente, attraverso squarci di vite raccontate con la forza del vero, apPUNTI G parte proprio da una riflessione quanto mai attuale. “Cosa sanno le donne e gli uomini contemporanei della sessualità? Che cosa succederebbe se ci si potesse calare nel corpo femminile alla ricerca del punto G?”. Molte le angolazioni e le implicazioni che vengono trattate nello spettacolo, che, tra monologhi, dialoghi e pezzi corali, si snoda in un viaggio divertente e irriverente alla scoperta dei segreti della sessualità. Il cast è formato da tre attrici comiche di riconosciuta fama e di diverse generazioni, Faiella, Pelusio e Vasini, e da un’importante giornalista, Grossi, in maniera da modulare i toni della satira con alcuni momenti di raccoglimento e riflessione su quello che ancora oggi viene definito sesso debole.

C.N.