“I Am You”: Personale Di Bios Vincent Negli Spazi Del Passante Ferroviario A Milano

Di: - Pubblicato: 1 Ottobre 2020

Dal 6 ottobre l’Associazione Le Belle Arti-Progetto Artepassante presenta la ricerca di un artista attento e fine osservatore dell’umanità che lo circonda, vicina e lontana

Di Claudia Notargiacomo

Fino al 30 ottobre 2020 sarà fruibile per il pubblico la mostra personale di Bios Vincent intitolata “I am You”, curata da Vincenzo Argentieri e presentata dall’Associazione Le Belle Arti-Progetto Artepassante che, per la prima volta, sceglie di articolare una mostra unica, concentrata sulla ricerca di un singolo artista, nei suoi tre spazi dedicati all’arte contemporanea.

Saranno gli spazi del Passante Ferroviario di Lancetti, Porta Garibaldi e Porta Venezia a ospitare e restituire alla cittadinanza una mostra di grandi dimensioni che intende riunire il lavoro degli ultimi anni dell’artista in un’unica occasione, per una riflessione profonda e capace di attraversare un pezzo di storia, umanità e brutalità di particolare significato.

SpazioSERRA, stazione Lancetti, ospiterà “Mujeres de Juarez”, dedicata alle donne martirizzate di Ciudad Juarez in Messico; contemporaneamente presso la stazione di P.ta Garibaldi ecco susseguirsi volti, sguardi, mani e corpi che, attraverso un cammino di sofferenza, procedono verso catarsi e rinascita; infine a Porta Venezia, nell’Atelier della Fotografia, la mostra intitolata Le Vergini Martiri sceglie il racconto fotografico per incontrare il pubblico e condividere ancora una volta un momento di riflessione e approfondimento.

L’esposizione della rassegna presso gli spazi del Passante Ferroviario è libera e fruibile negli orari di apertura delle stazioni stesse fino a fine ottobre. Voluta e organizzata in occasione di un momento prezioso per la città di Milano, rimanderà e risuonerà con l’installazione di public art Will you still love me Tomorrow? di Bios Vincent, prevista per metà ottobre e promossa dall’Associazione Culturale Verticalline. Un cumulo di cuori di cemento trafitti da una freccia su cui vi è scritta una frase: donne di tutte le età e nazionalità sono invitate a visitare il sito www.iamyou.it e a donare il proprio messaggio.

Fondamentale nella ricerca di Bios Vincent è l’attenzione al sociale e alla complessità della condizione umana, in un’ottica di speranza e possibilità in cui la sofferenza possa trasformarsi attraverso catarsi, aprendo una via verso la salvezza. Un tema particolarmente sensibile per l’artista è quello della condizione esistenziale della donna e del suo ruolo sociale, sul quale si sofferma scegliendo differenti strumenti e possibilità, molteplici materiali e linguaggi. Molti i momenti e gli ambiti attraversati dalla ricerca di Bios Vincent: nel 2012 affronta i temi dell’ecologia, con gli elefanti del progetto Specie Bandiera presso l’Università di Milano, e della violenza, con l’installazione ambientale Il muro ha un suono a Palazzo Reale di Palermo, muri contro cui la violenza inumana dei plotoni di esecuzione “giustiziava” i condannati a morte rendendo complici i soldati attraverso il gesto violento. Affronta, inoltre, il tema della pena di morte, con la serie delle Fucilazioni (Il Minore, Le Vergini) aprendosi alla riflessione sulla violenza sociale, psicologica e affettiva. Nel 2013 e 2014 continua su questi temi con il progetto itinerante Camerardente. Contro ogni pena di morte. Continua il suo confronto con la realtà sviluppando sinergie con l’Associazione Animatamente di Como che si occupa di disagio sociale realizzando la mostra Ma-Donne. Nel 2018 realizza il progetto Ecce Homo sul tema delle morti in mare dei migranti. Nel 2019, attraverso una collaborazione con le mamme della scuola del quartiere di Milano dove vive, realizza il progetto espositivo Amami e a Bergamo presso l’ex convento dei Celestini espone Ave in collaborazione con l’Associazione Agathà Onlus.