Milano Romano-Il Foro

Di: - Pubblicato: 5 novembre 2015

Milano è una città frenetica, in costante movimento, una città che ha cambiato numerose volte, nel corso dei secoli, il suo assetto urbanistico; si è allargata, ha spostato il foro_romano1suo centro politico-religioso, ha modificato il corso delle sue vie principali, e il tutto senza però dimenticarsi del suo importante passato. Un esempio significativo di questo profondo cambiamento, nel rispetto della tradizione, è rappresentato dall’attuale piazza San Sepolcro che, in epoca romana, costituiva il centro politico, economico e religioso dell’antica Mediolanum. L’area della piazza e delle vie limitrofe era infatti occupata dal Forum situato all’incrocio delle due antiche vie principali, il cardo e il decumano, e che consisteva in una grande piazza rettangolare ( 50m x 160m ca.) risalente all’inizio del I secolo d.C. periodo al quale risale la romanizzazione dell’antica cittadina celtica di Medhelan. Gli scavi archeologici effettuati hanno permesso di ricostruire idealmente l’aspetto del Foro con i suoi diversi edifici. Particolare importanza per il successivo sviluppo urbanistico della città sembra avere la presenza della Zecca Imperiale risalente al III secolo d.C., infatti ai primi anni del XI secolo risale una chiesa privata dedicata dal Magister Monetae e attualmente nelle immediate vicinanze si trova via della Zecca Vecchia. Ad oggi è possibile osservare i resti dell’antica piazza nei sotterranei della Biblioteca Ambrosiana, dove dal 2014 è stato allestito un percorso di visita.

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Con il passare dei secoli il Foro perse la sua centralità a causa della costruzione del Palazzo Imperiale e, successivamente, dello spostamento dell’asse cittadino verso l’attuale piazza del Duomo. Ciononostante l’area occupata dal Foro non perse la sua importanza come luogo simbolo della città; è qui infatti che durante le Crociate viene dedicata nel 1100 la Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare il primo anniversario della spedizione milanese a Gerusalemme e, non è un caso che, per la pavimentazione, vengano riutilizzate le lastre in pietra di Verona appartenute al Foro. L’importanza simbolica dell’area è ancora ben nota nel 1600 tanto che Federico Borromeo scelse proprio questo luogo per costruire una biblioteca pubblica, la notissima Biblioteca Ambrosiana.

 

Sara Rigamonti