Mostra Del Maestro Gianfranco Notargiacomo Negli Spazi Di Palazzo Collicola A Spoleto, Segnati Dal Terremoto Del 2016

Di: - Pubblicato: 18 Dic 2019

A cura della redazione

Incontriamo il maestro Gianfranco Notargiacomo in occasione della personale allestita a Palazzo Collicola, nella città di Spoleto, negli spazi stressati dal terremoto del 2016, scelti proprio con l’intenzione di puntare l’attenzione sulle ferite e i segni riportati da questo importante e significativo luogo. Sebbene tutto sia in assoluta sicurezza, appaiono evidenti le conseguenze di ciò che accadde qualche anno fa ed è proprio intorno a queste fratture che vivono i circa 200 “omìni” nati nel 1971, presentati da Notargiacomo all’inizio della sua carriera e riproposti per la prima volta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 2009. Sono presenti i grandi “Takète” ai quali lavora tuttora, dalle forme e colori potenti e capaci di meravigliare in un continuo gioco di linguaggi.

Precursore e innovatore l’artista ha fin dagli esordi scombinato i codici e le prospettive, affidando il suo messaggio a un’immagine sempre raffinata e allo stesso tempo di rottura, attuale e contemporanea nella forma come nei contenuti.

Le nostre divergenze” s’intitolò allora la mostra che schierava circa 200 omini di plastilina colorata e diviene ora “Convergenze. Notargiacomo e la collezione della GAM di Spoleto”, la nuova proposta che mette in dialogo le opere di Notargiacomo con quelle di maestri che egli ha incontrato per lunghi o brevissimi momenti e con i quali ha condiviso certamente qualcosa di prezioso come avviene in ogni incontro che lasci un segno. Tra questi ecco comparire importanti opere che l’artista stesso ha trovato nei depositi della GAM di Spoleto, invitato per preparare la propria mostra personale, che Notargiacomo proprio con questa scelta ha reso vero e proprio dialogo con autori quali Burri, Sadun, Bendini, Ceroli, Boille, ma ancora Mattiacci e Asdrubali ad esempio, per un racconto coinvolgente e capace di parlare di sinergia e scambio e che il maestro stesso ha definito “antologica della stima e dell’amicizia”.

La mostra di Spoleto, che sarà visitabile fino al giorno 8 marzo 2020, rappresenta un momento prezioso in cui amicizia e scambio sono temi dominanti, per parlare con determinazione e senza remore di incontro, apertura e altruismo, caratteristiche che nel percorso artistico di Notargiacomo non sono mai venute meno. Arte come crescita che supera l’individualismo e che ricorda da dove sgorghi la creatività, quali siano gli stimoli che conducono l’artista ad esprimersi e a lasciare il suo territorio interiore, per rischiare e lottare per raggiungere l’altro, abbandonando la propria zona di comfort. Atto di coraggio senza il quale il pensiero non si farebbe forma, rinunciando a divenire possibile strumento di conoscenza. 

Gli spazi del Piano Terra, sicuri e agibili, ecco che divengono lo sfondo, ma allo stesso tempo lo strumento per parlare di recupero, attenzione e valorizzazione di solchi inflitti dalla vita, in una nuova e preziosa prospettiva che parla in fondo di ognuno di noi, ricordando l’importanza della rinascita e di una sempre nuova consapevolezza.