Mustang

Di: - Pubblicato: 22 Ottobre 2015

Deniz Gamze Ergüven, giovane registra franco-turca, per il suo primo lungometraggio, sceglie un argomento delicato e di non facile sviluppo, ma che lesta molto a cuore, in quanto lei stessa si è imbattuta in alcune delle situazioni raccontate nel film.

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Lale e le sue quattro sorelle vivono in un remoto e sperduto villaggio nell’estremo nord della Turchia, a 600 km da Istanbul. Per essersi messe a giocare con dei ragazzi, tornando da scuola, le sorelle diventano protagoniste di uno scandalo dalle conseguenze inattese. Da quel giorno, la casa in cui vivono si trasforma un po’ alla volta in una prigione. Non viene loro più permesso neanche di frequentare la scuola, non solo, la famiglia s’impone nelle scelte matrimoniali, partendo con il combinare il matrimonio della sorella maggiore Sonay.

 

La condizione femminile in Turchia sembra essere bipolare, pur essendo una delle prime nazioni al mondo ad aver concesso il diritto al voto per le donne negli anni ’30. La regista vuole raccontare cosa significa essere una ragazza, una donna, nella Turchia di oggi. Un paese in cui la condizione femminile è sempre più al centro del dibattito pubblico. A Istanbul è più facile trovare donne emancipate che lavorano e completamente inserite nel tessuto sociale ed economico, mentre nel resto del paese, le donne con il foulard sulla testa e alle prese con le faccende domestiche, senza possibilità di scelta, la vincono.

Toccante il pudore con il quale la regista tratta il tema delle violenze, non solo psichiche, subite dalle ragazze. Tutto ciò che riguarda la femminilità è costantemente ricondotto alla sessualità. In un’intervista la regista racconta di quella scuola in cui, recentemente, è stato deciso di vietare alle ragazze e ai ragazzi di salire in classe usando le stesse scale, qui c’è tutta l’assurdità di questa specie di conservatorismo in cui tutto assume un significato sessuale.

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Le difficoltà per Deniz Gamze Ergüven non sono mancate; a tre settimane dal primo ciak, la produttrice, con cui aveva cominciato il progetto, si è ritirata, nonostante fosse praticamente tutto pronto.

La produzione del film si è bloccata, la troupe ha cominciato a disperdersi e tutto quello che era stato costruito fin a quel momento è stato messo in discussione, fino a quando un nuovo produttore ha deciso di unirsi al progetto.

 

Film selezionato a Cannes alla “Quinzaine des Réalisateurs”, finalista al premio LUX e candidato agli OSCAR© per la Francia.

 

Un film coraggioso e necessario, oltre che carico di emozioni; attrici e attori bravissimi; la regista è decisamente riuscita nel suo intento di rivelare una realtà per molti sconosciuta o, in taluni casi, dimenticata.

 

Le giovani attrici sono turche e, come racconta la regista durante un’ intervista, nella realtà sono molto spensierate, libere e padrone di loro stesse, rispetto alla mentalità conservatrice che le circonda, ma queste conquiste non valgono, purtroppo, per tutte le donne turche.

 

Uscita nelle sale prevista per 29 ottobre 2015.

 

Daniel Battaglia