NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO

Di: - Pubblicato: 4 Ottobre 2015

NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO

di

HAYAO MIYAZAKI

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Nausicaä della Valle del vento è un film d’animazione a tema fantascientifico e primo lungometraggio scritto e diretto da Hayao Miyazaki, attualmente l’esponente dell’animazione giapponese più conosciuto all’estero.
Per i suoi temi ecologisti e pacifisti fu presentato dal WWF alla sua uscita nel 1984, un anno prima che l’autore fondasse lo Studio Ghibli con cui farà nascere altri capolavori (tra cui La città incantata con cui vincerà il premio Oscar), ma il film è spesso considerato l’opera iniziale della casa di produzione.

Per questioni legate ai diritti di distribuzione questo lungometraggio arrivò nelle sale cinematografiche italiane solo nel 2010, e il 5-6-7 ottobre viene riproposto con un nuovo doppiaggio italiano.

La storia narra che in seguito a un cataclisma che ha sconvolto l’intero pianeta una foresta resa tossica dagli agenti inquinanti prodotti dagli stessi umani, e ora popolata da insetti giganti, ha ricoperto la maggior parte della superficie terrestre. In questo scenario apocalittico una nuova guerra è sul principio di esplodere tra il regno della Valle del Vento governato da Jihl, padre della coraggiosa Principessa Nausicaä, e Tolmechia un regno che cerca di riportare in funzione un’antica arma per spazzare via il problema. Nausicaä però non vuole usare armi contro nessuno e tanto meno contro gli insetti, e grazie alle sue abilità nonché all’amore e alla stima del suo popolo intraprenderà una coraggiosa sfida volta a ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la Terra.

Sono ormai passati 31 anni eppure sembra una storia scritta sull’onda dei tempi attuali per le tematiche, i sentimenti e i conflitti che sono esattamente gli stessi di questo contemporaneo periodo storico.

Negli anni in cui uscì il film, il movimento new age era démodé e si iniziava a mala pena a parlare di ambiente in modo concreto. Gli occidentali e gli stessi giapponesi erano più impegnati a fare shopping sfrenato in quello che fu l’inizio di un ventennio nel quale avere l’ultimo capo firmato era più importante di qualsiasi altro argomento.

Ciò nonostante un visionario come Hayao Miyazaki scrive questo racconto pieno di amore per la natura e per il prossimo ma non si limita solo a questo. Sottolinea, infatti, come gli uomini in quanto maschi siano per la risoluzione dei problemi attraverso le guerre, lo sterminio, l’eliminazione anziché attraverso il dialogo, la comprensione e l’amore, atteggiamenti che si riscontrano maggiormente nei metodi adottati dalle donne nell’affrontare le conflittualità. Ed è straordinario il passaggio in cui le donne di uno dei popoli in guerra chiedono scusa alla principessa per la stupida cecità dei propri uomini. Questo è un aspetto importante dell’umanità e non senza conseguenze, che nessuno mai evidenzia come invece fa lui con preciso intento nel bel mezzo della storia.

 

Resta infine da segnalare la bellezza assoluta del disegno e la fantasia senza limiti che confluiranno in molte altre delle sue opere migliori tra cui Il mio vicino Totoro, considerato il secondo più bel film della storia del cinema nipponico dopo i 7 Samurai di Akira Kurosawa.

 

Daniel Battaglia