Nicoletta Bernardi

Di: - Pubblicato: 18 giugno 2015

nicolettaA colloquio con Nicoletta Bernardi, cantautrice e (organizzatrice) direttrice artistica, insieme a Silvia Gandolfi, produttrice esecutiva e ufficio stampa, di In alto Mare, un progetto che unisce e fa dialogare diversi linguaggi artistici, opere autoriali e musica in uno scambio intellettuale ricco di spunti per una condivisione artistica a 360 gradi e con un coinvolgimento intimo del pubblico…

Tra coloro che hanno condiviso il progetto con Nicoletta e Silvia:

Gianni Consiglio  chitarra e basso

Raffaele Lomoro  chitarre

Federica Toti  voce narrante

Giosuè Consiglio batteria

 

 

Sonda.life indaga le premesse teoriche che sottendono a questa operazione svelandone le dinamiche profonde.

 

Musica racconti e poesie, tre forme d’arte che hanno il potere di raggiungere con forza l’interlocutore cui si rivolgono, quel è l’obiettivo comune? Quanto è efficace la scelta dello strumento poetico musicale per suscitare una reazione, provocare una riflessione?

 

Musica, letteratura, poesia e responsabilità intellettuale: si tratta di un connubio molto importante per me, che genera un rapporto intimo e prolifico. Un’operazione artistica che non può prescindere dalla nostra storia come collettività e come individui. Lo scopo di un autore, a mio avviso, è quello di andare a caccia di verità attraverso uno sguardo differente, quello dell’artista.

Io sono nata in Giambellino e presto ho avuto l’esigenza di incontrare realtà differenti, conoscere ciò che era altro da me e dalla dimensione nella quale sono cresciuta.

Questa ricerca costante e questa sete di altro è il motivo per cui non mi bastano le parole delle mie canzoni, i miei contenuti, ma ho bisogno del punto di vista degli intellettuali che seguo, degli scrittori che ho letto, riletto e amato. Ho bisogno delle parole degli artisti che, come me, si pongono in un rapporto conoscitivo rispetto alla realtà che osservano. Ho bisogno di parole vive, che attribuiscono significati a partire da un modo di guardare differente.

 

Nicoletta Bernardi cantautrice, percussionista sofisticata ed elegante nella sua ricerca e sperimentazione musicale, sceglie di accompagnare i suoi suoni e la sua musica (che si ispira anche al jazz delle origini e alla vocalità della musica sacra) ad altre forme d’arte. Le parole lette dagli scrittori ospitati sul palco si integrano e si alternano ai brani musicali in un dialogo di linguaggi in continua evoluzione, dove la musica omaggia la poesia.

Spiegaci cosa ha significato per te questo progetto che stai portando in scena da tempo…

 

In alto Mare è una rassegna che sto portando avanti da quattro anni e che mi genera un grande senso di responsabilità. Scelgo con grande cura ed attenzione i testi da portare sul palco. Gli artisti che seleziono li voglio con forza, perché stiano accanto a me in scena e contribuiscano a creare una proposta composita, fatta di elementi differenti, quindi molto ricca e varia.

Si tratta di serate in cui una cantautrice, dei musicisti, un’attrice e uno scrittore fondono e confondono le proprie arti in uno scambio arricchente per tutti, soprattutto per il pubblico che in questo modo viene stimolato ad approfondire a non fermarsi mai alla superficie delle cose.

In alto Mare è stato ospitato per questi mesi a Macao, uno spazio milanese molto interessante, di grande sperimentazione, dove autori ed artisti di grande livello hanno l’occasione di mettersi in gioco.

Gli scrittori e gli autori che partecipano a questi spettacoli sono davvero appagati e soddisfatti dall’esperienza: si possono raccontare, possono far conoscere la propria opera. Sono felice, poi, di dare spazio anche ad autori meno conosciuti, perché mi interessa la voce indipendente di chi non è soggetto a logiche di mercato.

 

Durante un tuo spettacolo di questa rassegna hai cantato e interpretato il funerale della sinistra, cosa significa per te questa morte?

Ho cercato di dare il mio contributo al contesto socio-politico in cui viviamo spiegando quello che è e che dovrebbe essere la politica: impegno, ormai sempre più spesso rifiutato.

Il voto è ciò che scegli di fare della tua realtà, della dimensione in cui vivi. La politica è scegliere e comportarsi di conseguenza. E’ fondamentale fare politica nel quotidiano, la sinistra è morta questa è la sensazione, la nota malinconica che mi accompagna. La politica è un lavoro quotidiano, che ognuno può fare attraverso i propri strumenti, nel mio caso l’arte. Politiche sono le scelte quotidiane, dalla più piccola alla più grande: quello che consumi, dove acquisti, dove vai, quello che fai. Riappropriarsi della politica ogni giorno è ciò che dobbiamo fare.

 

Per concludere, tu sei attiva anche su un altro progetto importante, vuoi accennarci qualcosa?

(Il) Progetto Santiago è un nuovo progetto che si occupa di scrittura ma anche di altre forme artistiche sempre in rapporto al testo scritto narrato, e che ha a cuore come principale obiettivo quello di garantire totale libertà d’espressione ed indipendenza dalle logiche aziendali ed imprenditoriali, con l’ambizione di offrire una produzione editoriale originale che si distingua per qualità tematica e stilistica che non sacrifichi la logica di merito a quella di mercato. La mole di lavoro che mi sono sobbarcata con questo progetto è davvero impegnativa ed in futuro avrò bisogno di collaboratori che come me tengano davvero alla creazione di cultura originale e svincolata da condizionamenti. Si tratta di un’idea molto importante per me, che voglio continuare a sviluppare con tutta la passione che ho.

Presentazione di Progetto Santiago al Cicco Simonetta il 2 Luglio alle 21.30

 

Claudia Notargiacomo