“Passi” Di Antonio Alamo, Regia Tiziana Bergamaschi: Fino Al 12 Dicembre Presso Teatro Libero

Di: - Pubblicato: 7 dicembre 2017

Intervista alla regista a cura di Claudia Notargiacomo

 

Due storie parallele che si incontrano, quattro le protagoniste, madre e figlia in un caso, due insetti indifesi nell’altro, la lotta per la sopravvivenza il tema che accomuna i due mondi tanto diversi. L’inutilità di un’anziana madre la cui esistenza viene negata da una figlia troppo occupata nelle complessità della vita, rappresenta il dramma senza speranza che si consuma in una semplice casa di famiglia in procinto di essere alienata con tutti i suoi ricordi. Due scarafaggi nascosti in un angolo della stessa abitazione vivono il loro di dramma, cercando una via di fuga, tra i cadaveri dei compagni, trovano forza nell’unione e nella complicità. Ci si chiede dove si trovi la speranza, se non nell’istinto di sopravvivenza che unisce anziché dividere. Una forte critica quella che muove “Passi” nei confronti di una società che si autodefinisce evoluta e che ha fatto del pensiero l’unico riferimento per discernere e scegliere, rimpiazzando l’istinto e relegandolo a un mondo di serie B ovvero quello animale.  E’ dello sterminio che qui si parla, della disinfestazione, della distruzione e senza mezzi termini, ma con un’ironia amara che suscita il riso nella platea e che procede ad una denuncia diretta rinunciando a facili ricami. Interessante l’interpretazione delle due attrici-insetto che muovono i corpi con maestria, sapiente quella di madre e figlia che non lascia spazio al pietismo. Temi di forte attualità vengono trattati e governati dalla regia di Tiziana Bergamaschi che sceglie una via asciutta ed efficace, sia per ciò che riguarda la scena che per quanto riguarda la musica affidata alla sapiente abilità della compositrice Rossella Spinosa.

Molti i temi e gli spunti che emergono da questo lavoro: quali sono i più urgenti dal tuo punto di vista?

I temi sono molti, così come le possibili letture. Il rapporto tra giovani e vecchi è certamente uno dei temi principali. Come comportarci con i genitori anziani e talvolta affetti da patologie come la demenza senile? Come conciliare l’energia che la vita richiede con dei tempi rallentati e riflessivi tipici della vecchiaia? Sono domande che prima o poi tutti dobbiamo affrontare e per le quali forse non abbiamo risposte. Il testo di Alamo ci pone questo problema con chiarezza, ironia, ma anche profondo dolore. Un altro tema è quello della sopravvivenza, il pensiero, soprattutto in giovane età, d’essere immortale, quando invece come dice la scarafaggia anziana “Morire è la cosa più naturale del mondo. Ogni giorno muoiono migliaia di esseri e non hanno neppure l’opportunità di farlo sapere…”. Gli scarafaggi grazie all’istinto (che l’uomo ha perso a favore del pensiero “Qualsiasi cosa faccia l’uomo deve prima pensarla…”) sopravvivranno a noi e si riveleranno esseri superiori. Inoltre ci sono temi come: il rapporto tra le diverse specie, la solitudine, la mancanza di comunicazione e la speranza che altre forme di comunicazione siano possibili, la rassegnazione, il passato e il futuro, la violenza nei confronti dell’altro solo perché diverso da te. La madre e la figlia s’incontrano forse per l’ultima volta e si separeranno per sempre. I due scarafaggi sopravvissuti allo sterminio instaureranno tra loro una complicità e solidarietà che permetterà loro di salvarsi. Il nostro modo ci comportarci viene messo in luce da uno sguardo “altro”, in questo caso quello degli scarafaggi.

Siamo circa a metà della programmazione: quanto arriva di ciò che è stato messo in questo spettacolo al pubblico? Ritieni che sia pronto a fare autocritica? Quale il riscontro della platea?

Il pubblico recepisce molto chiaramente i messaggi insiti nel testo e spesso gli arrivano con tale forza che fatica a metabolizzarli, ma sicuramente porta con sé alcuni spunti su cui potrà riflettere a casa.

Si parla di sterminio e disinfestazione: la denuncia che “Passi” muove è trasversale, è una rappresentazione che si può leggere a più livelli: quanto ritieni che riesca lo spettacolo a smuovere nelle coscienze? In fondo l’obiettivo di un teatro come questo è proprio quello di provocare un cambiamento …

E’ un testo che denuncia utilizzando le armi della leggerezza e dell’ironia per cui il cosiddetto messaggio arriva in un secondo tempo. Prima si ride e all’improvviso ci si trova davanti ad uno specchio che riflette la nostra immagine e non sempre è facile riconoscersi. Certamente in questo modo il teatro ritorna ad essere un luogo dove è possibile un pensiero catartico.

Quanto è importante oggi che il teatro continui a denunciare, quanto efficace?  Qual è la peculiarità nelle scelte registiche di questo lavoro, sulla quale hai puntato per “arrivare”, cosa è cambiato o sta cambiando nel modo di fare teatro in una società in cui tutto è veloce e social?

Le scelte che gli artisti devono fare, secondo me, in questo determinato momento storico hanno a che vedere con la funzione che l’arte può e deve avere nei confronti della realtà che talvolta ci sopravanza. Certamente il teatro deve, utilizzando i suoi mezzi, essere un luogo dove declinare in modo diverso ciò che i media c’impongono a forza.

Vorrei che aggiungessi, Tiziana, una tua suggestione che possa aiutare gli spettatori che verranno a vedervi nel cogliere la forza del messaggio che “Passi” racconta.

Credo che un sorriso sia sempre importante per affrontare la vita con consapevolezza, ma anche con la coscienza che forse non dobbiamo prenderci così sul serio.

 

Fino al 12 dicembre: “Passi” di Antonio Alamo, con la regia di Tiziana Bergamaschi, musiche di Rossella Spinosa

Interpreti: Valentina Ferrari, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco, Greta Zamparini

Teatro Libero via Savona 10 per info 02.8323126 email biglietteria@teatrolibero.it