Teatro Utile Con “Le Rinchiuse” 18 E 19 Marzo: Intervista Alla Regista Tiziana Bergamaschi

Di: - Pubblicato: 17 marzo 2017

A cura di Claudia Notargiacomo

 

Intervistiamo la regista Tiziana Bergamaschi, in occasione dello spettacolo che Teatro Utile presenta il 18 e 19 marzo, presso Isolacasateatro a Milano, “Le Rinchiuse” di Elide La Vecchia; ecco il coinvolgente racconto, attraverso un linguaggio poetico, delle condizioni di lavoro e di vita delle “badanti”, lavoratrici, spesso migranti, che 24 ore su 24 abitano con le persone anziane che accudiscono. “Un mondo, un’umanità che ci appartiene, dove il dolore, la nostalgia e la paura affiorano costantemente”. In questo mondo che sembra senza speranza, la speranza è invece rappresentata dalla possibile consapevolezza del diritto alla bellezza.

Tiziana parlaci di Teatro Utile, un progetto nato circa cinque anni fa, se non ricordo male. Molti gli attori che, uniti in questa avventura e provenienti da Paesi differenti e tradizioni tra loro lontane, si esibiscono ogni volta sul palco creando un’armonica escalation di emozioni. Uno splendido percorso che ha visto il supporto dell’Accademia dei Filodrammatici, all’interno della quale Teatro Utile ha trovato spazio e possibilità di crescita. Cosa accade oggi e in quale modo questo progetto si sta sviluppando?

Il progetto prosegue quest’anno all’Accademia dei Filodrammatici di Milano con un laboratorio condotto da Renato Gabrielli e da me, rivolto a drammaturghi, attori e registi che insieme scrivono e mettono in scena testi nati da una riflessione sul tema dell’empatia. Il risultato di questo lavoro comune andrà in scena al Teatro Filodrammatici il 6 luglio 2017. Questo progetto coinvolge ben dieci associazioni di migranti e ha il patrocinio del Comune di Milano e dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Oltre al laboratorio che si svolge in Accademia, sono attivi dei laboratori di scrittura autobiografica rivolti ai migranti a cura di Gabriella Grasso. Ci saranno inoltre incontri e lezioni spettacolo che faranno da corollario al progetto principale che è il laboratorio di scrittura e messa in scena. E’ un progetto di grande respiro che vuole accogliere dentro di sé le diverse voci che sono presenti sul nostro territorio.  Con Teatro Utile (il viaggio), associazione nata lo scorso anno con il compito di dare continuità al lavoro del gruppo di attori stranieri che si raccoglie intorno al progetto, saremo presenti il 22 giugno al festival Suq Genova con “Sotto un cielo straniero (frammenti)”.

 “Le Rinchiuse” è lo spettacolo che Teatro Utile propone il 18 e 19 marzo: storie di donne recluse nella solitudine dei giorni e delle notti che passano nelle case in cui svolgono il lavoro di badanti, per esempio. Non considerate, usate, identificate come la soluzione ad una scocciatura. Nel tuo lavoro si parla di speranza? Bellezza?

Volevo lavorare da tempo con Elide La Vecchia, autrice che stimo molto, e invitarla a creare un testo che potesse essere un banco di prova importante per tre attrici di Teatro Utile, Mayil Georgi Nieto, Ilenia Raimo e Kalua Rodriguez.  Per arrivare alla scelta del tema siamo partite da una riflessione sui diritti dell’uomo e ci siamo soffermate sul diritto alla bellezza che riteniamo debba essere di tutti e per tutti. Da questo pensiero è nato in Elide il desiderio di scrivere un testo che avesse come protagoniste le donne che accudiscono i nostri bambini o vecchi e che lasciano le loro famiglie e le loro vite per entrare a far parte delle nostre. La solitudine, l’isolamento, il dolore e la fatica che vivono potranno essere riscattati dalla presa di coscienza dei loro diritti, tra cui: “il diritto di vedere un pezzo di cielo, il diritto a passeggiare in un prato, il diritto alla musica, il diritto di riposare, il diritto di avere un sogno, il diritto ai desideri, il diritto di vedere il mare…”. Questo lavoro teatrale costruito come un coro greco, accompagna le tre attrici che interpretano la stessa persona, Nina, nel percorso che le porterà alla presa di coscienza dei propri diritti.

 Attraverso il teatro è possibile avvicinarsi a realtà di grande sofferenza, lontane in apparenza, ma che magari si compiono a pochi metri dal nostro appartamento. Quanto è importante parlare di queste storie? Ritieni che anche in questo caso il teatro assolva ad una funzione sociale e rappresenti uno strumento di evoluzione e acquisizione di consapevolezza?

 Sono da sempre stata consapevole che il teatro ha una funzione sociale da cui non si può derogare. Noi abbiamo la possibilità di raccontare storie che appartengono a chi non ha voce per narrarle e questa è una grande responsabilità, da un lato, ma anche una grande libertà e una gioia. Vedere il pubblico che vive lo spettacolo come un incontro con l’altro da sé e che uscendo da teatro riflette e si pone delle domande cui forse prima non pensava neppure, aiuta la nostra società a crescere.

In poche parole, perché Tiziana venire a trovarvi sabato e domenica presso Isolacasateatro a Milano in via Jacopo Dal Verme, 16?

Perché, come dicevo precedentemente, sentirete finalmente la voce di chi voce non ha, ma che vive vicino a noi, divide talvolta la vita con i nostri cari e ha come noi “diritto alla bellezza”. Vi aspettiamo per vivere insieme all’interno di un teatro/appartamento questa esperienza di condivisione e consapevolezza. Grazie.

 

Con Mayil Georgi Nieto, Ilenia Veronica Raimo e Kalua Rodriguez

Per prenotazioni: 02 4699490 o info@isolacasateatro.org

Isolacasateatro via Jacopo Dal Verme, 16 – 20159 Milano