Tomelleri al Cinema Teatro Trieste

Di: - Pubblicato: 13 novembre 2015

Metti una domenica sera di novembre, quasi calda per Milano. Metti su un adelio jazz 2piccolo palco il Tomelleri Quartet, metti molta gente ai tavoli dove si è appena finito di cenare, metti gente, anche molti giovani, a lato sui trespoli con un drink, o un più nostalgico bianchino, in mano, metti tutto questo e per gente, che come me gira attorno ai settanta, c’è il rischio che una botta di nostalgia ti prenda al petto. Nessun pericolo di botte nostalgiche al Cinema Teatro Trieste di via Pacinotti, zona Certosa/Sempione dove, domenica 8 novembre, si è esibito il Tomelleri Quartet (Paolo Tomelleri al clarinetto, Fabrizio Bernasconi al piano, Marco Mistrangelo al contrabbasso e Irene Natale interessante e accattivante voce. Certo il ricordo delle serate “al Capolinea” che per trent’anni è stato “il” ritrovo di jazzisti e jazzofili, al’inizio era forte, ma ben presto è stato “soffiato” via dalla fresca e vitale atmosfera che si respira al “Trieste”, recente locale sorto dalle ceneri, dopo anni di disgrazia, del Cinema Sempione, un altro pezzo di storia e della memoria collettiva della nostra città.

adelio jazzIl sempre brillante e trascinante Tomelleri, che, da qualche tempo, è tornato quasi esclusivamente al suo strumento preferito, il clarinetto, ci ha regalato pagine del suo vastissimo repertorio con divertenti e interessanti incursioni nel mondo della musica leggera e anche dell’operetta. Interessante la particolare rielaborazione di “Tu che mi haipreso il cuor”, ben nota romanza tratta, appunto, dall’operetta “Il paese del sorriso” di Franz Lehar. Altra felice escursione nel mondo del cinema, e nei luoghi del vecchio mitico Sempione non poteva mancare, con “Breve amore”, tratta dalla colonna sonora del film “fumo di Londra”, musiche di Piero Piccioni, e che segnò nel 1966 il debutto di Alberto Sordi come regista. Uscendo dal locale, al termine dell’applaudito concerto, c’è stato tempo per dare uno sguardo agli interessanti disegni di Giovanni Franzi, che “appollaiato” su un trespolo accanto al tavolo a cui ero seduto, ha “graffiato” continuamente “segni” su un grosso album. Seconda parte del concerto il 3 dicembre.

Credo che sarebbe una grande utilità per Milano il proliferare di locali come il Cinema Teatro Trieste che, nella periferia nord ovest della città, sta diventando un fulcro sociale per la produzione e la diffusione di memoria e cultura.

 

Adelio Rigamonti