71º ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DI PIAZZALE LORETO

Di: - Pubblicato: 14 agosto 2015

A cura di Roberto Cenati, presidente provinciale ANPI MIlano

La manifestazione di lunedì 10 agosto ha assunto un’importanza particolare. Quest’anno ricorre il settantesimoanniversario della Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, della liberazione dei campi di concentramento e di sterminio nazisti, della fine della Seconda Guerra Mondiale e della vittoria della Resistenza europea e degli eserciti Alleati contro la barbarie nazifascista.

Il 10 agosto 1944 un plotone della legione Muti fucila Quindici partigiani scelti tra i detenuti nel reparto tedesco del carcere milanese di San Vittore. L’ordine di fucilazione parte dal capitano della Gestapo Saevecke e viene eseguito dalla Muti che lo attua alle 5,45 del mattino del 10 agosto 1944 e lo conclude alle 6,10. E’ stato significativo essere in piazzale Loreto alla manifestazione per ricordare la strage, per rilanciare, con la nostra partecipazione, in una società che vive quasi esclusivamente nel presente, il valore della memoria e richiamare il contributo e l’impegno politico disinteressato che tanti giovani, come i Quindici di Piazzale Loreto, hanno dato per la nostra libertà e per la costruzione di una società più giusta.

Voglio ribadire che Piazzale Loreto ha già il suo simbolo e la sua identità, senza la necessità di aggiungere altri elementi che ne offuschino la memoria. La stele (ormai logorata dal tempo) ricorda il sacrificio di quei giovani, i cui corpi rimasero esposti per tutta quella caldissima giornata di agosto, suscitando orrore e indignazione nei milanesi.

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Nella ricorrenza del 70° anniversario della Liberazione riteniamo importante che l’Amministrazione Comunale intitoli i giardini a Giovanni Pesce, Medaglia d’Oro della Resistenza, cui tutti noi, come ai 15 partigiani e antifascisti che hanno sacrificato la propria giovane vita, dobbiamo la nostra libertà e la Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.

Tra i Quindici è rappresentato l’intero arco delle forze che partecipò alla Resistenza: azionisti, socialisti, comunisti, cattolici e quasi tutte le categorie sociali.

C’è persino un agente di Pubblica sicurezza Emidio Mastrodomenico, appartenente dal gennaio al luglio 1944 al Gruppo di Azione Patriottica guidato dai partigiani Alfonso ed Enzo Galasi. Voglio ricordare il gappista Enzo Galasi, che ci ha lasciati il 10 marzo di quest’anno. Con lui abbiamo perso un amico e un compagno. Insieme al suo il nostro commosso ricordo va a Quinto Bonazzola che assunse, dopo l’uccisione di Eugenio Curiel il 24 febbraio 1945, il comando militare della Brigata d’Assalto “Fronte della Gioventù”. Esprimiamo, inoltre, la nostra affettuosa vicinanza ad Armando Cossutta, Vicepresidente dell’ANPI Nazionale, per la scomparsa della sua cara moglie.

I tragici fatti di piazzale Loreto si inquadrano in un anno, il 1944, segnato da importanti avvenimenti internazionali e nazionali. Il 1944 si caratterizza, soprattutto, in Italia, per l’unico grande sciopero generale svoltosi nell’Europa occupata dai nazifascisti. Dall’1 all’8 marzo 1944 a Milano e Provincia i lavoratori delle grandi fabbriche, gli impiegati, i tranvieri, i tipografi del Corriere della Sera sfidarono il regime nazifascista. A fianco dei lavoratori che pagarono a caro prezzo, con la deportazione nel lager di Mauthausen e nei suoi sotto campi, questa loro coraggiosa protesta, massiccia è stata la partecipazione delle donne che, pur prive del diritto di voto, hanno svolto un ruolo fondamentale nel corso della Resistenza, come la partigiana Elena Rasera, protagonista dello sciopero del marzo 1944 alla Olap, che il primo gennaio di quest’anno ha compiuto 101 anni. Ad esse va la nostra profonda riconoscenza.

L’eccidio di piazzale Loreto arriva a conclusione di un mese nel quale le esecuzioni per mano dei repubblichini si sono succedute l’una dopo l’altra, a Milano e nei Comuni della sua Provincia. Con queste fucilazioni si pensava che la strategia del terrore nazifascista potesse isolare i combattenti della Resistenza dalla popolazione. L’eccidio di piazzale Loreto ottenne invece l’effetto opposto.

Una scalata del terrore dunque, alla quale non furono estranei i militi della Repubblica di Salò, a dimostrazione del fatto che i repubblichini collaborarono attivamente alla denuncia, alla cattura, alla fucilazione di partigiani, ebrei, oppositori politici. Le reazioni dei repubblichini alle prime azioni gappiste a Milano, dopo l’8 settembre 1943, sono addirittura più brutali e sanguinose rispetto a quelle delle autorità tedesche. Il 19 dicembre 1943 otto antifascisti vengono fucilati dai fascisti all’Arena, come rappresaglia per l’uccisione del federale Aldo Resega. Questo dato è sempre bene tenerlo presente se pensiamo alla dilagante deriva revisionistica da anni in corso e alla ormai aperta rivalutazione del fascismo . E’ di questi giorni la decisione del sindaco di Atri (provincia di Teramo) di dedicare una via ad Almirante. Poiché in Italia si fa presto a dimenticare, vogliamo ricordare che Almirante ha rivestito responsabilità importanti nella Repubblica di Salò ed ha svolto un ruolo rilevante nei terribili anni della strategia della tensione. Questo è bene ricordarlo, era Giorgio Almirante.