Il Bullo Vittima Della Società

Di: - Pubblicato: 22 gennaio 2016

E’ di pochi giorni fa la notizia di una giovane 12enne che, in provincia di Pordenone, ha tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra della sua cameretta, dopo essere stata più volte vittima di bullismo da parte dei suoi, altrettanto giovanissimi, compagni di scuola. La ragazzina ha tentato di togliersi la vita, dopo aver lasciato uno scritto in cui si rivolgeva a chi le aveva fatto del male. “Ora sarete contenti”, parole che vibrano nel cuore di ogni persona che abbia una sensibilità. Sono troppi ormai i giovanissimi vittime della crudeltà di altri, spesso compagni di scuola, che puntano a umiliare la vittima, colpendola nei punti più deboli, fisici o psicologici che siano. Gli insulti sono di ogni tipo, in particolar modo vanno a offendere presunte preferenze sessuali, caratteristiche fisiche o etniche, per non citare poi i centinaia di casi di bullismo relativi alla divulgazione di immagini o video, ricatti veri e propri, urlati attraverso un telefonino ed i social network. Da un’indagine, svolta nel 2015 dall’Associazione Villa Sant’Ignazio di Trento e pubblicata su Redattore Sociale, risulta che un ragazzo su due, nelle scuole superiori, è vittima di bullismo, subendo episodi di violenza verbale, fisica e psicologica. Più del 50% degli intervistati dichiara di essere stato vittima di atti di bullismo, risultati più numerosi nella fascia d’età dei 14 anni. Dai risultati dell’indagine sembra inoltre che le prepotenze di natura verbale prevalgano nettamente rispetto alle prepotenze di natura fisica. Altri dati, questa volta provenienti dall’ISTAT, mostrano come le vittime dei bulli siano nella maggior parte dei casi  ragazze (20,9%)  nella fascia di età tra gli 11 e i 13 anni (22,5%) residenti nelle regioni settentrionali della penisola. Questi sono sicuramente numeri che allarmano e che  devono spingere verso una ricerca  volta a individuare cosa possa indirizzare molti  ragazzi verso il bullismo . lo sfondo di questo dramma è una società moderna troppo sfrontata, dove spesso la scuola, luogo simbolo della crescita dei ragazzi, e alcune famiglie sono  troppo lontane dalla realtà che i giovani vivono. La società  non presta più attenzione alla sensibilità dell’essere umano, all’emarginato di turno, che giorno dopo giorno, denigrato e sempre più isolato, può trasformarsi a sua volta nel cattivo, nel bullo, carnefice e vittima al tempo stesso.  Tema quello del bullismo di difficile comprensione, ma che deve essere considerato sintomo da indagare e dietro al quale scovare le carenze e gli errori che caratterizzano la società.

 

Marco Feliciani