STOP TTIP 10 GIUGNO 2015

Di: - Pubblicato: 10 Giugno 2015

Il 10 giugno, a Strasburgo, il Parlamento Europeo si è riunito, in sessione plenaria, per discutere e approvare la risoluzione Lange, delibera che prende il nome da Bernd Lange, presidente della Commissione INTA (International Trademark Association) che si occupa della definizione e l’attuazione della politica commerciale comune dell’Unione europea e le sue relazioni economiche esterne.immaggine2milion

Facciamo un passo indietro e torniamo al 28 maggio scorso, quando l’INTA ha votato contro la democrazia, approvando una risoluzione che non solo accetta il trattato di libero scambio TTIP (vedi articolo del 21/04/2015) ma anche il principio dei tribunali privati, per la precisione chiamati ISDS (Investor State Dispute Settlement) che in italiano significa letteralmente “risoluzione delle controversie tra investitore e Stato” e che, in sostanza, concederebbe alle multinazionali il diritto esclusivo di citare in giudizio i governi, di fronte ad arbitrati commerciali internazionali indipendenti dai sistemi giuridici nazionali ed europei.

Se Sinistra ed Ecologisti si sono opposti, abbiamo però dovuto assistere a un voltafaccia dei Socialdemocratici che si dicevano, fino a quel momento, contrari all’ISDS e che invece hanno votato a favore sia del TTIP che dell’ISDS. In sintesi l’interesse di poche e potenti multinazionali vince sull’interesse collettivo.

Vi propongo un esempio concreto accaduto qualche anno fa, in un paese in cui questi accordi esistono già: all’inizio degli anni 2000 l’Organizzazione mondiale della sanità fece una campagna contro il fumo che, in Uruguay, dà risultati sorprendenti portando a una drastica riduzione del numero dei fumatori. La Philip Morris, società leader nell’industria del tabacco con sede in Svizzera, fa causa allo stato dell’Uruguay. Sempre Philip Morris sta facendo causa per migliaia di miliardi di dollari al governo australiano, per via della sua politica di sanità pubblica che impone la vendita di sigarette solo in pacchetti senza scritte.

Altro esempio più vicino a noi. “Le imprese del nucleare cominciano a presentare i conti a Berlino, per l’abbandono del nucleare deciso nel 2011 da Angela Merkel dopo la tragedia giapponese di Fukushima. Il gigante svedese dell’energia Vattenfall, che gestisce due centrali nel nord della Germania, ha chiesto al governo tedesco 4,7 miliardi di euro a titolo di risarcimento (fonte Il Sole24ore.com 09/06/2015).

È impensabile che si possa minimamente immaginare, in nome del commercio, di farci ingoiare, a forza, polli al cloro o l’estrazione del gas di scisto, che sappiamo benissimo quanto siano nocivi sia per l’uomo che per l’ambiente”, ha dichiarato il deputato PTB (partito Belga del lavoro) Raoul Hedebouw.

Il 10 giugno la Sinistra unitaria europea reintroduce degli emendamenti fondamentali, quando questa risoluzione è discussa in sessione plenaria al parlamento europeo, ma dopo il voto in Commissione, è chiaro che soltanto la mobilitazione sociale e la pressione della cittadinanza, potrà costringere i deputati a buttare questo TTIP nel cestino dei rifiuti “ingombranti”.

CrayonSTOPTTIP

In questi giorni il comitato europeo STOP-TTIP ha raggiunto il numero di 2 milioni di firme di cittadini contro il TTIP, alle quali si aggiungono quelle degli americani che superano anch’esse i 2 milioni, ma non basta. Serve anche la tua firma, perché bisogna continuare a farsi sentire e a rivendicare che le persone vengono prima di tutto, e in particolare prima degli interessi commerciali.

https://stop-ttip.org/firma/

Daniel Battaglia