Un 2015 Con Il Botto

Di: - Pubblicato: 7 gennaio 2016

Un anno si è concluso e un nuovo anno si è aperto, nuove sfide e nuove verità ci aspettano. L’anno appena terminato è stato un anno macchiato dal sangue di tanti civili, un anno che ha visto stragi, guerre e una tragica marcia, verso le nostre spiagge e le spiagge a noi vicine, di migliaia di disperati: uomini, donne e bambini che sono fuggiti dalle bombe dei loro paesi e dalle bombe provenienti dalla nostra cara Europa. Un anno di Bataclan, dell’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, ma anche degli attentati sulle spiagge della Tunisia, gli attentati al Cairo e in Russia, per citare quelli a cui i media di tutto il mondo hanno dato più risalto. Perché la lista non finisce qui. A morire sotto le bombe di una finta religione, qualsiasi essa sia, ci sono stati migliaia e migliaia di poveri disperati e civili inermi, mentre intorno a loro tutto ha taciuto e tutto ancora tace: nell’africa Sub Sahariana per esempio,  o nelle località più sperdute dell’Asia si muore ugualmente sotto bombe sacre, ma poco si sa e poco si vuole dire. Un anno, il 2015, che ha visto (come se non accadesse tutti i giorni) giovani palestinesi morire, uccisi dai soldati israeliani. Una risposta massiccia da parte dei soldati d’Israele agli attacchi dei ribelli palestinesi che hanno portato, secondo fonti del First, alla morte di oltre 120 persone in poco più di due mesi di attacchi, tra cui si contano 103 palestinesi e 17 israeliani.  Ma questo è stato anche l’anno delle riforme, il nostro paese è stato sommariamente coinvolto in decisioni che poco hanno di tutela e “riforma”, come ad esempio l’abrogazione dell’articolo 18, la “buona” scuola e la riforma della legge elettorale: molto più che riforme, veri e propri attacchi alla democrazia. Il 2015 è stato anche un anno di scandali, vere e proprie mazzate al sistema sociale del nostro paese, come la “presunta” commissione logistica della famiglia Boschi con il crack economico e finanziario della banca Etruria, centinaia di risparmiatori rimasti a secco di liquidità, soldi svaniti nel nulla.. E poi come non citare i funerali di Vittorio Casamonica, capo dell’omonimo clan: una Roma asserragliata dalle forze dell’ordine che accompagnavano, con un sottofondo melodico, quasi “commovente” della musica del Padrino, il feretro sul sagrato della chiesa di San Paolo, a testimonianza dell’esistenza vera di una mafia bigotta e pacchiana in una capitale dismessa, con un sindaco ridotto all’esilio negli Stati Uniti. Altro fatto di rilievo per la prima città d’ Italia è l’accoltellamento politico inferto all’ ex sindaco Marino dagli uomini del suo stesso partito per “cacciarlo” politicamente e fisicamente dal “trono” di Sindaco di Roma. Un 2015 segnato anche dalla sconcertante situazione di molte città italiane che si sono trovate a fare i conti con una politica ambientale  fin qui disastrosa, anche se secondo fonti autoritarie di Arpa Lombardia, dopo il blocco del traffico di tre giorni in alcune città italiane come Milano e l’abbassamento di 3 gradi del riscaldamento nelle case e nei locali,   in questi primi giorni del 2016 le polveri sottili stanno finalmente tornando ai livelli standard e non più al di sopra del limite, polveri che hanno reso gli  ultimi 101 giorni dell’ anno segnati da un’aria pressoché irrespirabile.  Ovviamente questi sono solo alcuni degli episodi che hanno segnato l’anno appena trascorso, episodi che in questo nuovo anno, in cui timidamente ci stiamo affacciando, vorremmo non accadessero più.

 

Marco Feliciani