Al Fuorisalone Le Domande Degli Studenti Sul Futuro Del Pianeta

Di: - Pubblicato: 8 Apr 2019

Under Pressure” è il concept installativo che l’Istituto Europeo di Design presenta nello storico distretto di via Tortona: un percorso immersivo tra le piante, in grado di far percepire tutta la “pressione” per le questioni che riguardano il nostro Pianeta, conduce il visitatore – attraverso 100  selezionate domande degli studenti – ad una riflessione sui temi della sostenibilità sociale ed ambientale (argomenti su cui consapevolezza e azione non sono mai abbastanza). Una dichiarazione programmatica per il lavoro progettuale dei prossimi anni. Lo abbiamo visto in anteprima.

“La disinformazione è sostenibile? Le mie azioni quotidiane possono cambiare le sorti del pianeta? Nel futuro servirà sapere? O servirà solo saper trovare, saper chiedere (a Siri)?” O ancora, “effetto serra o effetto Terra?

Siamo troppi? È vero che in pochi decenni scompariranno tutti gli insetti? La resilienza del pianeta sarà infinita?”

Dalle 2000 domande formulate in totale dai 185 studenti delle 11 sedi IED nel mondo, coinvolti per il progetto Under Pressure esposto alla Design Week 2019, emerge una comune urgenza di azione sul futuro del nostro Pianeta, seguendo uno spaccato dei temi che toccano di più la sensibilità dei giovani: il riscaldamento globale e l’impatto dei cambiamenti climatici sulle nostre vite, la nuova rivoluzione dei profughi ambientali in fuga nel mondo a causa di alluvioni e siccità; la questione del consumo e del riciclo, cosa mangiamo e acquistiamo, quali scarti produciamo e quindi come dovremmo orientare le nostre scelte seguendo un modello di economia circolare; le fonti di energia, l’uso e le disponibilità future e ancora il rapporto uomo/natura/tecnologia, quali opportunità e quali i rischi di derive umane. E poi il grande tema dell’impegno personale e della risorsa tempo, del diventare sempre più consapevoli che siamo di fronte alla reale necessità di cambiare i nostri stili di vita (qui il video ispirazionale).

Il progetto sulla sostenibilità dello IED – Istituto Europeo di Design al Fuorisalone è esposto al Loftino (Opificio 31, in via Tortona 31) ed è visitabile per tutta la settimana (fino a domenica 14 aprile). All’interno dello spazio un corridoio di piante, che va stringendosi dall’alto e dai lati man mano che viene percorso, trasmette la sensazione del sentirsi “sotto pressione” mentre un sottofondo audio segue il percorso con un sound di voci multilingue, che scandisce le domande in tempo reale. Il visitatore, seguendo un percorso immersivo ed emozionale si trova quindi di fronte ad una proiezione dove da una pianta virtuale fluiscono le cento domande, quasi a simboleggiare che è la pianta stessa a voler interrogare l’uomo.

Quelle che emergono dalle piante al Loftino sono le cento domande “più urgenti”, provocatorie e inaspettate che IED ha selezionato per riflettere su come sia possibile oggi recuperare il rapporto con la natura e su quali siano gli equilibri del nostro Pianeta, sempre più “sotto pressione”. Obiettivo finale l’avvio nei prossimi due anni di 100 progetti di design, partendo dal principio che lo sviluppo della società è possibile soltanto rispettando il concetto di sostenibilità dal punto di vista sociale, economico ed ambientale.

Non è possibile oggi immaginare unattività di progetto che non tenga conto dei temi legati alla sostenibilità dichiara Emanuele Soldini, Direttore IED Italia. Questa è una delle condizioni necessarie che qualsiasi processo di design deve tenere in considerazione. Under Pressure esprime un’urgenza e il nome stesso lo indica. Se non ci occuperemo come progettisti e come persone del nostro bene più prezioso, la Terra, il futuro non sarà facile: il pianeta è uno e abbiamo ridotto al minimo le sue capacità di difesa”.

Under Pressure – che beneficia del patrocinio di Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Comune di Milano, World Design Organization (WDO)™, ADI Associazione per il Disegno Industriale e Kyoto Club – sarà anche l’occasione per lanciare un ciclo di appuntamenti che seguiranno lo sviluppo del progetto nei prossimi anni e che prenderà il via il 6 maggio con l’incontro con Piero Pellizzaro – Chief Resilience Officer e Direttore della Direzione di Progetto Città Resilienti del Comune di Milano. Gli incontri proseguiranno con Francesco Ferrante – Vicepresidente Kyoto Club – e con la lectio magistralis del fotografo e filmmaker Armin Linke prevista il 15 ottobre.

La Redazione