Al Parco Sud Milano l’inclusione Passa Dall’Agricoltura

Di: - Pubblicato: 22 Giugno 2021

Di Filippo Nardozza.

Un nuovo progetto di rigenerazione territoriale e sociale nella grande area verde che copre la cintura meridionale della città, per il recupero dell’agricoltura ecologica, il coinvolgimento della cittadinanza e l’inserimento lavorativo di ex-minori non accompagnati.

Produzione agro-ecologica su 13.500 metri quadrati di terreno a sud-ovest di Milano (con ortaggi, fragole e addirittura luppolo per fare la birra); formazione e inserimento lavorativo di almeno 16 giovani di origine straniera; mobilitazione della cittadinanza attraverso il coinvolgimento di 150 famiglie/individui in Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) e la costituzione di un’Associazione per il mantenimento di un’agricoltura contadina (AMAP).

Sono gli assi portanti del progetto “CS’A – Cascina Sant’Alberto. Nuovi modelli di economia solidale a sostegno dell’agricoltura sociale”, sostenuto da Fondazione Cariplo e guidato da diverse realtà milanesi del terzo settore, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una filiera agricola sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico all’interno del Distretto del Parco Sud Milanese (Rozzano, con Cascina Sant’Alberto, e Cisliano), come strumento di presidio ambientale e fattore di sviluppo economico locale.

Ne sono protagonisti la Fondazione ACRA, che promuove attività di educazione alla cittadinanza globale e modelli di produzione e consumo sostenibili; il DESR, distretto di salvaguardia e riqualificazione del Parco Sud; l’ente di formazione Le Vele; la cooperativa agricola Madre Terra, che accompagna giovani rifugiati ed ex minori stranieri non accompagnati in un percorso di autonomia presso la Cascina Sant’Alberto, dove si realizzerà parte dell’attività: “Spesso si sente parlare di conversione dei terreni all’agricoltura biologica o alla produzione agroalimentare, ma il nostro progetto ha in più l’obiettivo di generare un cambiamento virtuoso nei territori, intesi come comunità che abitano i terreni, utilizzando l’agricoltura e il consumo consapevole per generare opportunità di inclusione sociale”, racconta Don Mapelli che guida la cooperativa Madre Terra.

Il Parco Sud di Milano con i suoi 47.045 ettari è il parco agricolo più grande d’Europa, presidio importante per la tutela del paesaggio, visto l’inarrestabile consumo di suolo (32% Milano e provincia), il degrado paesaggistico legato all’urbanizzazione crescente e l’abbandono delle terre, causato dall’attuale sistema agroalimentare che rende insostenibile la produzione agricola, sia ecologicamente che economicamente.

Un’alternativa verde esiste per la nostra città di Milano, grazie alle numerosissime esperienze di agricoltori e produttori illuminati, gruppi di acquisto solidale, associazioni, cittadini, distretti di economia solidale, che negli ultimi decenni si sono mobilitati per nuovi modelli di produzione agroalimentare, sostenibile sia per l’ambiente che per le persone” racconta Valentina Rizzi, responsabile area Italia Europa dell’ONG ACRA.

Distribuzione e beneficiari

I prodotti derivanti dall’attività agricola e di inclusione lavorativa nell’ambito di Cooperativa Madre Terra saranno acquistabili attraverso dei GAS: ogni settimana cassette di verdura e frutta per garantire alla cooperativa una domanda stabile e sicura per la pianificazione delle colture e offrire al contempo alle famiglie aderenti l’approvvigionamento di frutta e verdura biologiche e locali;

A beneficiare del progetto 16 giovani ex minori stranieri non accompagnati (MSNA) attualmente accolti presso l’Associazione Una Casa Anche Per Te, 4 membri dello staff della Cooperativa Madre Terra; 8 aziende agricole del territorio e, indirettamente, almeno 5.000 cittadini e consumatori