Aldo Dice 26×1 2.0 La Lotta Per La Casa Continua

Di: - Pubblicato: 27 giugno 2016

foto x art Aldo dice 1

La lotta, in qualsiasi campo che sia politico o sociale, conduce sempre a una vittoria e di vittoria si deve per forza parlare nel caso del Residence sociale Aldo dice 26×1. Vittoria anche se alla fine mercoledì 22 giugno il residence è stato sgomberato, anche se le oltre 200 persone, tra cui molti minori, sono stati riconsegnati per l’ennesima volta a una vita di stenti e precaria. Si deve parlare anche di fallimento delle istituzioni e se vogliamo, perché no, dare la responsabilità proprio alle istituzioni della precarietà sociale in cui sono costrette a vivere tutte queste persone, tra queste la più piccola ha appena 3 mesi, nata proprio all’interno del palazzo Alitalia di Sesto San Giovanni occupato più di un anno fa da Laura Boy e dal suo collettivo per dare agli sfrattati di Milano e di Sesto un tetto dignitoso in attesa di un nuovo collocamento abitativo. Perché parlare di fallimento delle istituzioni? Perché sono state sorde e cieche di fronte al progetto sociale della Boy: sorde nel non sentire la richiesta di aiuto di questa gente, cieche per non essere riuscite a vedere oltre, e cioè la vita sociale che ognuno degli abitanti del residenze conduceva all’interno di esso. Non c’era diversità, né di razza né di religione o di provenienza culturale, vigeva la regola del rispetto e dell’integrazione. “Tutti ci diamo una mano” dicevano gli inquilini del Residence, “qui nessuno è straniero, siamo tutti uguali e tutti abbiamo diritto a una casa”. L’accoglienza è una questione nobile e la politica è stata sorda e cieca in questo caso, forse perché non giravano soldi, forse perché tutto era gratis, forse perché non c’era alcun tipo di tornaconto economico. Sarebbero troppi i forse e i perché, la cosa certa è che la zona di Sesto Marelli, ora che non ci sono più gli abitanti di Aldo dice 26×1, tornerà ad essere una piazza di spaccio, di prostituzione, di abbandono, come lo era prima dell’occupazione: “Torneremo ad avere paura” dice un commerciante della zona, gli fa eco una panettiera vicina al palazzo sgomberato “Per un anno abbiamo vissuto bene, addirittura il nostro lavoro è aumentato, i ragazzi del collettivo, oltre ad essere brave persone, erano anche per noi un presidio continuo di legalità”. Anche di questo le istituzioni di Sesto San Giovanni e di Milano dovranno tener conto, della riconsegna della piazza al degrado. La lotta porta sempre a una vittoria e la lotta continua per Laura Boy, per il suo collettivo e per tutti gli inquilini del Residence sociale Aldo dice 26×1, in via Oglio 8, zona Corvetto, in un palazzo occupato di recente dalla stessa Boy per dare  dignità alle famiglie rimaste senza casa e tenere alta la bandiera della solidarietà e della giustizia sociale.

 

Marco Feliciani