Aldo dice26x1, Un Progetto Sociale Che Non Deve Finire

Di: - Pubblicato: 13 febbraio 2017

Di Alessandro Giungi

 

Cos’è Aldo dice 26X1? E’ un tentativo di dare una risposta a uno dei problemi più grandi e drammatici che interessano Milano e, in generale, le città italiane: quello dell’emergenza abitativa. Nel capoluogo lombardo sono quasi 24.000 le persone che hanno fatto richiesta di assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (erp). E quante famiglie ci sono dietro queste 24.000 domande? Quanti bambini? Quanti anziani?

A volte passano lunghissimi anni prima di riuscire ad ottenere la casa popolare, a volte questo non succede mai.

E nel frattempo, che ne è di uomini, donne, bambini che non hanno alcuna possibilità economica di sostenere i costi dell’affitto di una abitazione privata? Ecco, da 3 anni, oltre all’intervento comunale – come detto, insufficiente davanti alla gravità dell’emergenza – esiste Aldo dice 26×1, che è un residence sociale aperto in un edificio occupato, prima a Sesto San Giovanni, da qualche mese a Milano, in cui attualmente vivono, aiutandosi e collaborando reciprocamente, 200 persone, per lo più minori e mamme. Tantissime famiglie. Sono tutti in emergenza abitativa (nella quasi totalità sfrattati). Per avere un alloggio non hanno occupato case destinate a altri ma una struttura di 9 piani che da 8 anni era vuota e degradata, in preda a vandalismi e piccola criminalità.

Ora è vissuta da moltissimi italiani e da persone di tante provenienze, tutte con regolare permesso di soggiorno. I minori vanno o a scuola o all’asilo, gli adulti lavorano, spesso part-time, o comunque cercano un’occupazione. Con impegno. Anche imparando a scrivere correttamente un CV.

E nel corso dei 3 anni di vita di Aldo dice 26X1, sono oltre il migliaio, in totale, le persone che si sono alternate nel residence sociale, in quanto l’idea che sta alla base di tale progetto sociale è quella dell’accompagnamento verso l’assegnazione di un alloggio erp. Da Aldo dice 26X1 le persone escono con una casa popolare e vengono sostituite da altre in emergenza abitativa.

Non solo. Da qualche mese il Comune di Milano invia ogni giorno 20 clochard per il piano antifreddo. Il residence assicura loro cena, colazione e un letto caldo. Tutto gratuitamente. Senza oneri per l’amministrazione comunale.

C’è tanta dignità al residence. Quella che molti hanno ritrovato dopo averla persa in una vita troppo difficile e solitaria. Una bella storia? Sì, se non ci fosse il rischio di un bruttissimo finale: in questi giorni è stato comunicato al residence che la luce verrà staccata, dalla società che la eroga, il 14 febbraio. È una notizia tragica. Le famiglie, i bambini, gli uomini e le donne che sono da Aldo dice26x1 che fine faranno? E dove andranno i 20 clochard che lo stesso Comune manda ogni giorno al residence? Chi accoglierà tutte queste persone? Il progetto di Aldo dice 26X1 non può essere chiuso così, abbassando la  levetta del contatore, anche in considerazione che il Consiglio comunale di Milano, nel novembre del 2016, ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede proprio alla Giunta di sviluppare il progetto di residence sociali per fronteggiare l’emergenza abitativa nel nostra città.