Arricchire La Genitorialità: Sostegno Al Reddito E All’essere

Di: - Pubblicato: 11 luglio 2016

foto art Laura Magni

Il primo provvedimento della Giunta Sala dà il benvenuto ai nuovi nati ed un sostegno al reddito ai neogenitori milanesi che ne hanno più bisogno attraverso un contributo economico di 150 euro al mese; per le mamme ed i papà che beneficeranno potrà rappresentare un valido aiuto e forse per alcune coppie potrà fare la differenza nella scelta stessa di divenire genitori.

Diceva Bowlby “se vogliamo aiutare i bambini, dobbiamo aiutare i loro genitori”. Il suo contributo ha permesso di arrivare ad una concezione di accudimento e genitorialità che sostiene la centralità del legame e della relazione affettiva.

Essere genitori non è soltanto un fatto naturale, non è solo corredare e impegnare le proprie energie per soddisfare le esigenze di un neonato che all’inizio non sa fare nulla da sé. Essere genitori significa assumersi la responsabilità di accogliere nel mondo un nuovo essere umano e riconoscerlo per primi nel suo essere assolutamente unico e insostituibile; sostenerlo in un percorso di autonomizzazione affinché possa essere riconosciuto da altri come membro integrante la comunità sociale.

Quest’ultima, insieme alla società istituzionale, dovrebbe assumersi il compito e la responsabilità di sostenere la genitorialità nella sua estrema complessità, promuovendo lo sviluppo del ruolo di madre e di padre, dove la chiave non è colmare lacune o intervenire su un deficit; si tratta di favorire un arricchimento in cui i protagonisti siano attivi e abbiano la possibilità di attingere direttamente da se stessi per affrontare il proprio “essere genitori”, adattandosi in modo efficace ai continui cambiamenti legati alla crescita dei figli.

L’evento della nascita porta con sé cambiamenti profondi per cui divenire genitori non significa semplicemente assumere una funzione e rivestire un ruolo supplementare: detto con Stern “la neo madre deve spostare il centro di gravità della sua identità da figlia a madre, da moglie a genitore, da donna lavoratrice a madre di famiglia, da una generazione ad un’altra”. Soprattutto per la donna la gravidanza prima ed il parto poi conducono a cambiamenti emotivi e psicologici che spesso hanno un impatto sconvolgente che stenta a trovare accoglienza in una rete umana, come accadeva invece un tempo, nelle famiglie allargate e nell’entourage femminile che oggi è presente soltanto in quelle culture in cui si conserva un’organizzazione socio-relazionale tradizionale.

L’indebolimento del sentimento di appartenenza comunitario ed il rafforzamento di un approccio individualistico si osservano in misura sempre maggiore nello “slegame” sociale ma talvolta anche all’interno delle famiglie stesse, per cui i genitori sono sempre più in difficoltà rispetto al proprio ruolo e riguardo a cosa trasmettere alle nuove generazioni.

I genitori devono essere considerati risorse preziose per lo sviluppo degli individui e la creazione di relazioni; queste vanno a costituire fondamenta sempre nuove per la società in continua evoluzione. I servizi alla famiglia e gli interventi indirizzati alla genitorialità dovrebbero mirare ad un “arricchimento” nell’ampia e profonda accezione del termine, ponendo al centro del proprio interesse il sostegno all’”essere” ed alle relazioni emotive, genitoriali e di coppia.

“Le politiche per le famiglie, tutte, saranno la nostra ossessione”, ha dichiarato Pierfrancesco Majorino in occasione del nuovo provvedimento. L’auspicio è un ampliamento delle politiche sociali per le famiglie, dove ad oggi soltanto i Consultori rappresentano un punto di riferimento a cui purtroppo sono destinate ben poche attenzioni.

 

Laura Magni