Custodi Sociali, In Un Anno Oltre 176 Mila Prestazioni

Di: - Pubblicato: 16 ottobre 2017

Vigilano sugli anziani più fragili, organizzano momenti di festa e informazione, aiutano nel disbrigo delle pratiche burocratiche, accompagnano dal medico chi è solo. Sono 173 i custodi sociali a Milano e sono come delle sentinelle nei grandi caseggiati delle case popolari. La nuova sfida: creare i custodi sociali nei condomini privati.

 

Vigilano sugli anziani più fragili, organizzano momenti di festa e informazione, aiutano nel disbrigo delle pratiche burocratiche, accompagnano dal medico chi è solo: nel giro di un anno i custodi sociali hanno erogato 176.538 prestazioni che hanno coinvolto 5.418 persone. A Milano sono 173 i custodi sociali ed è un servizio del Comune per gli inquilini delle case popolari, svolto tramite cooperative sociali che hanno partecipato al bando. Sono come delle sentinelle nei grandi caseggiati, cercano di intercettare i bisogni e creano occasioni di aggregazione e conoscenza tra gli inquilini. Da aprile 2016 a marzo 2017, le persone che hanno contattato i custodi sociali sono state 7.028: 85% italiani, 46,5% disabili e 66,7% donne. È quanto emerso a Palazzo Marino durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari Politiche sociali e Periferie, dedicata a tracciare un bilancio di questo servizio nato nel 2015. “C’è da sottolineare il dato del numero di persone coinvolte in momenti di aggregazione e socialità, ben 46.512 -afferma Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali-. Ora dobbiamo rafforzare questo il servizio di custodia sociale e la nuova sfida è quello di allargarlo anche ai condomini privati. Anziani, stranieri e famiglie in difficoltà vivono anche in tanti edifici di edilizia privata, dove finora non siamo riusciti ad intervenire”.

A Milano su 1,3 milioni di residenti, 96.578 abitano in case popolari di Aler o di MM. Il 32,7% è over 65 (contro una media del 22,5% del resto della città) e il 22% sono stranieri (mentre la media cittadina è del 19%). Tra gli anziani, il 13% vive solo, il 10% è disabile e il 4% è sia disabile che solo. Complessivamente, nelle case popolare, il 54,27% delle famiglie possono essere considerate “vulnerabili”. (dp)

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