Da EXPO A Rio: Il Refettorio Anti-Spreco Di Massimo Bottura Arriva Ai Giochi Olimpici di Rio: Coinvolti 45 Chef Da Tutto Il Mondo

Di: - Pubblicato: 25 luglio 2016

Il refettorio resterà aperto per 45 giorni con un’alternanza di cuochi che lavoreranno il cibo non utilizzato al villaggio olimpico, così come a Milano accadeva con gli scarti dell’Expo. Il Refettorio Rio è ubicato nel quartiere Lapa, cuore pulsante della città.

foto 1 art Samantha Di Vito

 

Da sempre sostenitore di una “cucina aperta al sociale” il cuoco modenese Massimo Bottura, il cui motto è “Cooking is a call to act” (cucinare è un appello ad agire) replica a Rio de Janeiro la positiva esperienza del Refettorio Ambrosiano nata in occasione di Expo 2016 e trasformatasi in una mensa solidale che ancora oggi continua a distribuire centinaia di pasti gratuiti recuperando rimanenze e scarti alimentari.

E così, dopo l’inventore della cucinapop, monsieur Davide Oldani, chef ufficiale di Casa Italia chiamato dal Coni, e il progetto RefettoRio di Massimo Bottura, con cui tutto il cibo recuperato dal villaggio olimpico sarà trasformato e donato a chi ne ha bisogno, ci sarà anche il vino, grazie alla partnership di UIV con Casa Italia, che sarà inaugurata con due giorni di anticipo rispetto all’apertura dei giochi.

David Hertz, presidente della associazione brasiliana Gastromotiva, era venuto a Milano in visita al Refettorio per vedere come funzionava, ha chiesto se Bottura fosse disponibile a realizzare lo stesso progetto nel cuore delle favelas durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Non se lo è fatto ripetere  due volte e con la moglie Lara ha pensato di fondare una onlus che hanno chiamato “Food for Soul” usando l’immagine dello chef non per fare soldi ma per raccogliere fondi. Il refettorio ambrosiano non è un progetto di charity. È un progetto culturale in cui sono state unite etica ed estetica ed è figlio della cultura dell’Osteria Francescana. Alla faccia di chi dice che con la cultura non si mangia.

L’alta cucina si fa sociale e lotta contro la fame nel mondo grazie a Food for Soul e mira ad accrescere la consapevolezza sociale su temi come lo spreco alimentare e la fame.

Secondo le aspettative, le cucine del RefettoRio Gastromotiva sono pronte a sfamare 108 persone per ogni servizio; potranno servire oltre 20.000 pasti ricavati da circa 12 tonnellate di cibo recuperato dal Villaggio Olimpico. Oltre a essere una mensa, Refettorio Rio terrà corsi sullo spreco alimentare, lezioni di cucina e tirocini pratici che aiuteranno nel sostentamento intere famiglie locali.

Foto 2 art Samatha Di Vito refettorio gastromotiva Rio De Janeiro

Il RefettoRio (realizzato da Metro Architettura, in collaborazione con l’artista Vik Muniz, i designer Humberto e Fernando Campana e il light designer Maneco Quinderé) sarà inaugurato il 9 agosto a Lapa, uno dei quartieri più difficili della metropoli brasiliana.

“Expo Milano 2015 è stato un grande laboratorio di idee sul tema del diritto al cibo – commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina – e il Refettorio Ambrosiano ideato da Massimo Bottura, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, dimostra il ruolo cruciale del nostro Paese nel dibattito internazionale. Quella di Milano è stata una best practice, replicabile in altri Paesi, che ora ha come seconda tappa le Olimpiadi in Brasile. Utilizzare le eccedenze alimentari e donarle ai più bisognosi, come è stato fatto nel semestre espositivo e si continua a fare a Milano, non è solo un dovere morale. È un esempio che può diventare quotidianità. Come nel caso di Milano anche per l’esperienza di Rio vale il concetto di sposare il cibo con l’idea del bello. Con l’Esposizione universale e la Carta di Milano ci siamo assunti un impegno ben preciso: garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti. 795 milioni di persone nel mondo soffrono ancora la fame, mentre un terzo del cibo che produciamo viene sprecato. Ecco, è arrivato il momento di passare dalle emergenze alle priorità, perché non possiamo più chiudere gli occhi davanti al paradosso dell’abbondanza. Una delle parole chiave di questo cambiamento possibile è ‘condivisione’. Su questo principio è nato il Refettorio Ambrosiano ed è qui che trova concretezza una delle più belle eredità di Expo. Un mondo a spreco zero è un mondo a fame zero. Tutti dobbiamo fare la nostra parte”

 

Il direttore generale della Fao Graziano Da Silva ha sottolineato il ruolo importante che cuochi e organizzazioni gastronomiche possono giocare, assieme allo sport, nel promuovere una nutrizione sana e nel creare consapevolezza sulle sfide per sconfiggere la fame. “Ognuno di noi può contribuire”.

“Si tratta di un progetto diverso dagli altri- spiega Bottura- qui troviamo anche arte e cultura. La tavola è il luogo dove diamo il benvenuto, a familiari e sconosciuti. La cucina è un atto d’amore, la mensa è il posto giusto dove stare insieme e ripristinare le anime.” Conclude Bottura.

 

Samantha Di Vito