Diocesi Di Milano, In 9 Anni Cresciute Del 30% Le Famiglie Che Chiedono Cibo

Di: - Pubblicato: 8 maggio 2017

“Non siamo di fronte a un’emergenza alimentare, ma a un problema di redditi insufficienti e lavori intermittenti e sottopagati”, spiega il direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti. Con quello che guadagnano le famiglie cercano di pagare utenze e affitto, mentre risparmiano su istruzione, salute e cibo.

 

Sono ben 63 mila i pacchi di viveri che i centri di ascolto della Caritas Ambrosiana distribuiscono in media ogni mese, su un territorio che comprende le province di Milano, Monza, Varese, Lecco e una parte di quella di Como. Le famiglie che chiedono aiuti alimentari sono cresciute, dal 2008 ad oggi, del 30%. Dati resi noti oggi dal direttore dell’ente della Diocesi di Milano, Luciano Gualzetti, intervenuto al convegno “Riduzione degli sprechi alimentari attraverso la donazione di cibi freschi” che si è svolto all’Università Cattolica. Non siamo, però, di fronte ad un’emergenza alimentare. “La domanda di alimenti nasconde in realtà un bisogno di reddito -ha detto Gualzetti-: poiché alcuni costi sono difficilmente comprimibili, come le bollette delle utenze energetiche, le rate di un debito o di un mutuo, l’affitto, le famiglie si vedono costrette a risparmiare su altre voci come l’istruzione, la salute ed anche il cibo, con conseguenze sul lungo periodo che possono essere gravi, specie naturalmente per i bambini che si trovano così a non avere una dieta alimentare adeguata in un momento cruciale per la crescita”. Il vero problema “è la mancanza di un reddito adeguato, a causa di disoccupazione o lavori precari, intermittenti, sottopagati”. È su questo aspetto che dovrebbero impegnarsi di più “le istituzioni pubbliche con scelte politiche coerenti”.

“Le istituzioni benefiche quando giustamente distribuiscono beni alimentari, cerchino di farlo sempre all’interno di percorsi di emancipazione sociale, come fortunatamente, almeno a Milano, in gran parte avviene”, ha aggiunto il direttore di Caritas Ambrosiana. Proprio la crescita costante delle persone che si rivolgono alle parrocchie, Caritas Ambrosiana, da un lato ha rilanciato il Fondo Famiglia Lavoro, puntando sulla riqualificazione professionale, e dall’altro, ha sperimentato forme innovative e integrative di approvvigionamento e distribuzione degli aiuti alimentari. In occasione di Expo2015, Caritas Ambrosiana ha dato vita a un sistema di recupero stabile delle eccedenze alimentari. Grazie all’accordo con alcuni importanti aziende della grande distribuzione, produttori, imprese della ristorazione, i Mercati Generali di Milano, Caritas Ambrosiana recupera all’anno 1.600 tonnellate di cibo. Le eccedenze alimentari vengono raccolte, trasformate e rimesse nel circuito della solidarietà attraverso: il Refettorio Ambrosiano (una mensa solidale); gli Empori della Solidarietà (supermercati dove si acquista senza denaro ma con una tessera a punti) di Cesano Boscone, Varese e Garbagnate; i pacchi viveri dei centri di ascolto parrocchiali. I beneficiari oltre a ricevere gli aiuti alimentari sono sostenuti a trovare o ritrovare l’autonomia economica. (dp)

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