“DOV’E’ FINITA LA SALUTE MENTALE?”

Di: - Pubblicato: 10 Luglio 2015

Venerdì 3 luglio, presso la Sala Gaber, Regione Lombardia, si è tenuto Screen shot 2015-07-09 at 23.10.47l’incontro pubblico organizzato dalla Fondazione Casa della carità “Dov’è finita la salute mentale?”. Durante l’incontro, Don Virgilio Colmegna, Presidente della Fondazione Casa della carità, ha voluto sottolineare l’importanza di un presidio permanente della Regione Lombardia in merito alla cura della malattia mentale, facendo al contempo una riflessione critica nei confronti dell’ atteggiamento della regione Lombardia verso la materia. Presenti all’assemblea Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Ezio Casati, membro della Commissione Affari sociali della Camera e Valerio Canzian, Presidente U.R.A.Sa.M Lombardia, i quali si sono confrontati con il pubblico presente in aula sulle dieci proposte concrete, fatte attraverso la Campagna per la salute mentale, con l’obiettivo primario di avere in Lombardia una vera e propria “psichiatria di comunità”. Tra le dieci proposte sottoscritte e depositate in regione, sono particolarmente significative la collocazione del Dipartimento di Salute Mentale nel territorio e non più nell’Azienda Ospedaliera e la creazione di una Consulta regionale per la salute mentale, oltre alla proposta che prevede il rispetto degli standard di personale, che vogliono la presenza di un operatore ogni 1.500 abitanti. Diversi studi dell’OMS evidenziano come i disturbi relativi alle malattie mentali rivestano un’importanza crescente in Italia, per il numero di soggetti colpiti, oltre che per i relativi costi economici e sociali: dalle statistiche risulta, infatti, colpito da patologie psichiatriche gravi dall’1 all’1,5% della popolazione. Un panorama sicuramente complesso, che secondo Emilia Grazia De Biasi, deve essere affrontato occupandosi innanzi tutto del territorio, costruendo spazi di condivisione e socializzazione. Associazioni, enti, terzo settore, organizzazioni sindacali e operatori hanno, inoltre, richiesto, con forza e urgenza, che la salute mentale venga rimessa al centro del dibattito pubblico e politico e non venga emarginata, cosa che invece le norme vigenti rischiano di fare.

 

Marco Feliciani