Educatori E Pedagogisti: Chi Sono? Una Legge Per Dirlo

Di: - Pubblicato: 16 maggio 2016

Nel mese di Maggio si attende l’approvazione alla proposta di Legge sugli Educatori e formatori. Non ci si potrà più inventare educatori!

 

Più di 100.000 figure professionali frastagliate, dalla formazione più varia, gli educatori operano in tutta Italia. Si possono trovare nelle carceri, nelle scuole, nelle RSA, e ancora nei centri diurni, nei servizi socio-educativi, nelle comunità di accoglienza, negli ospedali. Sempre più hanno una formazione con laurea specifica, soprattutto i giovanissimi, ci sono ancora educatori senza titolo, con decenni di competenze lavorative alle spalle. In questo caos di ruoli e formazione era necessario un po’ di ordine, e garanzie che tutelassero sia i lavoratori che le persone di cui si prendono cura.

In un periodo in cui troppe volte si sente parlare di maltrattamenti nelle scuole, negli ospedali e nelle residenze per anziani o disabili, in un periodo in cui c’è bisogno di certezze e sicurezze almeno da chi dovrebbe prendersi cura e proteggere nasce questa legge che vuole riordinare e garantire specificità dei ruoli.

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«Gli educatori sono professionisti quasi invisibili, ma fondamentali», è necessario restituirgli professionalità e scientificità. Queste le parole di Milena Santerini, già docente universitario nella facoltà di scienze della formazione, e ora relatrice della proposta di legge “Disciplina delle professioni di educatore professionale, educatore professionale sanitario e pedagogista”.

L’onorevole Vanna Iori sottolinea inoltre  «Finalmente le persone che lavorano in ambito educativo potranno vedere riconosciuta la loro professionalità. Non ci si può improvvisare nel ruolo di educatori perché la scarsa preparazione può produrre comportamenti e atteggiamenti deleteri in tutti gli ambiti sociali, educativi e sanitari dove è invece necessario un alto profilo professionale, oltre a capacità di ascolto e relazione», facendo emergere l’importanza delle caratteristiche personali e non solo della formazione.

Questa legge non basta a garantire l’assenza di maltrattamenti, ma è un inizio: altri strumenti di prevenzione di competenza degli ambiti lavorativi sono l’osservazione continua, il lavoro di gruppo, la supervisione psicologica, per prevenire il burn out degli operatori e la sicurezza degli utenti.

Nata da due proposte di legge, la prima n.2656 firmataria Vanna Iori, e la seconda n.3247 di Paola Binetti, dopo le ultime modifiche, e l’approvazione alla Camera, si attende ora la risposta positiva del Senato.

La proposta prevede per definire il percorso formativo due percorsi distinti: l’educatore professionale socio-pedagogico (laureato nella classe 19, presso Scienze dell’educazione) e l’educatore professionale socio-sanitario, laureato nella classe sanitaria 2, riconoscendo le specifiche di entrambi i percorsi e chiudendo forse uno degli equivoci di questi tempi: non c’è un percorso più professionalizzante e più riconosciuto degli altri.

Nella proposta di legge sono enucleati dieci ambiti di intervento: scolastico, socio-sanitario e della salute, della genitorialità e della famiglia, culturale, giudiziario e ambientale, sportivo; 14 sono i servizi in cui potranno esercitare la loro attività professionale, dai servizi educativi 0-6 anni ai servizi geriatrici, dai servizi per le dipendenze a quelli per la disabilità.

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Per i lavoratori già in essere non laureati servirà un corso intensivo di un anno e il riconoscimento dei crediti formativi della comprovata esperienza, ci sarà l’esonero per chi ha più di 25 anni di servizio e oltre 50 anni di età. Con questa legge il ruolo degli educatori sarà riconosciuto anche a livello europeo.

«È una legge equilibrata, che dobbiamo ai tantissimi educatori d’Italia, che ci guardano, e alle persone con cui loro lavorano», conclude Santerini.

Si sono espresse a favore le 4 associazioni di categoria degli educatori e dei pedagogisti più importanti, mentre solo una piccola minoranza contesta il testo della legge, mostrando i lati deboli degli emendamenti: si passa da un unico ruolo a due figure professionali distinte per gli educatori, e alcuni malumori per i pedagogisti che finora non hanno visto riconosciuto il loro titolo e che per lavorare hanno dovuto specializzarsi prendendo più titoli.

Per chi fosse interessato ad approfondire il 30 Maggio a Milano, Largo Gemelli 1, si terrà il convegno “Le professioni di educatore e formatore: nuova normativa, profili e competenze” in cui le on. Milena Santerini e  Vanna Iori presenteranno la proposta di legge.

Nella mattinata verranno presentati i contenuti con approfondimento sul ruolo di questi professionisti nella società, mentre nel pomeriggio ci saranno 4 sessioni parallele di lavoro, narrazione e riflessione  con organizzatori del territorio e professionisti.

Per informazioni scrivete a silvio.premoli@unicatt.it

 

Maria Teresa Pepe, Pedagogista