Emergenza Abitativa: In Zona Corvetto a Milano Occupato Stabile Del Comune

Di: - Pubblicato: 18 giugno 2016

L’ edifico in completo abbandono da oltre sette anni, ospiterà centinaia di famiglie sfrattate

Emergenza abitat 1Continua imperterrita la lotta per la casa degli inquilini del Residence Sociale Aldo dice 26×1 di Sesto San Giovanni. Dopo l’ordine di sgombero arrivato direttamente da Roma, piazza Marelli a Sesto, dove si trova l’ex palazzo dell’Alitalia occupato da oltre due anni,  in questi giorni è costantemente presidiata dagli agenti della polizia in tenuta antisommossa, in attesa di agire e far uscire dall’edificio le oltre 200 famiglie, sfrattate soprattutto per morosità incolpevole o in attesa dell’assegnazione di una casa popolare, e i 50 minori che vi abitano. “La nostra lotta va avanti, sempre e comunque” dice Laura Boy del Comitato inquilini e promotrice dell’occupazione che continua “Non ci fermeremo, tutti hanno diritto ad una casa e per far fronte a questa necessità mercoledì 15 giugno abbiamo occupato una palazzina in zona Corvetto, del Comune di Milano, da sette anni in totale abbandono. Qui abbiamo trasferito una parte degli inquilini e ora ci aspettiamo di trattare con il Comune, non ci possono mandare via anche da qui. Più volte abbiamo chiesto all’ amministrazione comunale di aprire un tavolo di trattativa per regolarizzare il Residence sociale di Sesto, ma non abbiamo mai ricevuto risposte, se non minacce di sgombero partite già due mesi fa”.

Nella nuova occupazione dello stabile di via Oglio 8 quartiere Corvetto sono state trasferite dal Residence di Sesto una cinquantina di persone, soprattutto quelle che hanno la residenza nel Comune di Milano, le altre arriveranno alla spicciolata: “C’è uno sgombero in atto, piano piano ci trasferiremo tutti nell’edificio di Corvetto” ci spiega un’ inquilina dello stabile di Sesto.

“La nuova occupazione” spiega Laura Boy “vuole dare vita ad un progetto di ospitalità solidale e autogestita, simile a quello in corso da oltre 2 anni nel palazzo di Sesto San Giovanni che ha portato ottimi risultati”.

“Il Comune di Milano ha azzerato non solo la capacità di gestire politicamente l’emergenza degli sfratti con una tempestiva ed efficace nuova assegnazione di alloggi popolari” segnala Boy “ma anche quella di offrire alle famiglie sfrattate soluzioni abitative temporanee, dignitose, in attesa di un nuovo collocamento abitativo”.

Emergenza abitat 2

Il palazzo occupato di via Oglio 8 era stato costruito sette anni fa per ospitare uno studentato: nuovo di zecca, con oltre cento alloggi, sarebbe dovuto diventare polo universitario. La ditta appaltatrice dei lavori, poco prima di consegnare l’edificio al Comune di Milano, è fallita e nessuno ha più pensato di utilizzarlo, lasciandolo al completo abbandono e degrado. Ciò nonostante la situazione dell’edificio fosse nota alle istituzioni, infatti il Ministero degli Interni nel 2012 annunciava di renderlo agibile, quindi in uso, come centro di prima accoglienza, ma, nonostante l’ordinanza giunta da Roma, non se ne fece mai nulla.

Nel comunicato del comitato di gestione del Residence sociale Aldo dice 26×1 fatto girare alle agenzie stampa subito dopo la nuova occupazione si legge  “Dopo aver sottratto al degrado da oltre 2 anni i 7000 metri quadri del palazzo dell’ex Alitalia di Sesto San Giovanni , averlo trasformato in una struttura di accoglienza più che dignitosa e aver dato ospitalità a più di 700 persone (attualmente sono oltre 220 gli ospiti tra cui 50 minori e decine di invalidi), mentre continua la lotta contro lo sgombero di tale stabile, tenteremo di portare avanti a Milano un nuovo progetto di ospitalità, basato sull’auto recupero dell’edificio occupato, la solidarietà e la partecipazione”.

 

Marco Feliciani