Esempio di spazio polifunzionale, luogo di aiuto e cultura condivisa

Di: - Pubblicato: 3 Luglio 2015

Esempio di spazio polifunzionale, luogo di aiuto e cultura condivisa

Fonte Noi2, giornale zona 2 (Milano)

Nasce il Refettorio Ambrosiano all’interno delle strutture della parrocchia di San Martino in Greco a Screen shot 2015-07-03 at 16.52.24Milano, proprio presso gli spazi dell’ex teatro, risalente agli anni Trenta, ormai in disuso da diversi anni. Il progetto è stato ideato dallo chef Massimo Bottura e da Davide Rampello, direttore artistico del Padiglione Zero di Expo, con il coinvolgimento della Curia Arcivescovile della Diocesi di Milano e verrà realizzato dalla Caritas Ambrosiana con l’obiettivo di creare uno spazio d’incontro tra solidarietà e arte, dove la bellezza oltre a manifestarsi nell’atto dell’offerta di cibo, caratterizzerà l’intera struttura valorizzata da opere d’arte e design contemporaneo. Gli spazi del nuovo Refettorio Ambrosiano ospiteranno incontri culturali e di educazione alimentare ed artistica aperti a tutta la cittadinanza. Un luogo simbolo, che faccia da esempio e modello in una città sempre più sensibile e solidale: arte, bellezza e cultura condivise e vissute in prima persona.

Dall’incontro con il Parroco Giuliano Savina sono emersi alcuni elementi di grande interesse, primo tra tutti la valenza sociale del luogo scelto proprio in virtù della funzione di condivisione, svolta dal teatro all’interno della comunità. Altro concetto di grande rilevanza evidenziato dal Parroco Savina è l’idea che la bellezza del luogo possa accogliere la persona in difficoltà preservandone la dignità. Il Refettorio diviene il luogo dove rifocillare il corpo e lo spirito e “mettere le persone nella condizione di camminare nuovamente sulle proprie gambe”, spiega il Parroco. Un luogo simbolico al quale l’intera comunità possa rivolgersi per rimettersi in piedi e ritrovare se stessa.

Il Refettorio Ambrosiano sarà un grande palcoscenico dove prendersi cura degli altri, dove offrire cibo, provvedere ai bisogni del prossimo, ma anche dove confrontarsi sull’alimentazione e “sugli sprechi che rappresentano uno scandalo”.

Durante il periodo di Expo si alterneranno presso le cucine del Refettorio importanti chef, ai quali verrà chiesto di esprimersi attraverso la preparazione di piatti creati sulla base di ingredienti semplici.

La volontà è stata quella di coinvolgere il territorio perché i cittadini possano divenire protagonisti attraverso un volontariato che arricchisce e salva, occupandosi della cucina, della mensa, dell’accoglienza, della pulizia oppure diventando guida artistica presso lo spazio.

L’augurio è che la cittadinanza raccolga questa preziosa occasione, perché questo sia un luogo per tutti, dove dare e ricevere, luogo di incontro e scambio, luogo di crescita e confronto.

Claudia Notargiacomo