I Diritti Dei Bambini: “Milano Città Amica Dei Bambini E Delle Bambine”

Di: - Pubblicato: 15 aprile 2016

Milano attenta e progettualmente attiva in un’ottica di partecipazione e di diritti dei ragazzi e delle ragazze, tra gli esempi la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori stranieri, il Muba, i Consigli di zona dei ragazzi e delle ragazze, il bike sharing dedicato ai piccoli, e misure di sostegno al reddito per le famiglie.  Inoltre negli ultimi tre anni con la L285 sono stati avviati 18 progetti con diversi obiettivi, tra cui favorire l’accesso allo sport e alla cultura, combattere la dispersione scolastica (di cui vi abbiamo già parlato qualche settimana fa), prevenire il disagio minorile, oltre alla nomina a inizio anno del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nella persona di Annamaria Caruso.

Dice l’ART 4 CRC (1989) “Hai diritto a vedere realizzati i tuoi diritti da parte delle Istituzioni pubbliche (Parlamento, Governo, Scuole, ecc.)”- – versione per i bambini di Save the Children.

Tutti gli esseri umani hanno diritti. Il diritto di dire ciò che pensano, di parlare la propria lingua, di credere a una religione, di non venire torturati e trattati in modo disumano. Questi e molti altri diritti sono stati discussi, approvati e messi per iscritto nella CARTA SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA il 10 dicembre del 1948 durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rights of the Child – CRC) è stata adottata dall’ONU il 20 novembre 1989.

È un documento molto importante perché riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini, le bambine e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti.  Dal 1989 ad oggi tutti i Paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Somalia, si sono impegnati a rispettare e a far rispettare sul proprio territorio i principi generali e i diritti fondamentali in essa contenuti.  L’Italia l’ha ratificata con Legge n. 176 del 27 maggio 1991. Nel 2002 sono entrati in vigore anche i due Protocolli Opzionali alla CRC, approvati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 maggio del 2000:

◦ il Protocollo Opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati (Optional Protocol on Children in Armed Conflict – OPAC )

◦il Protocollo Opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori (Optional Protocol on the Sale of Children, child prostitution and child pornography – OPSC ).

L’Italia li ha ratificati con Legge n. 146 dell’11 marzo 2002.  Entro 2 anni dalla ratifica e poi ogni 5 anni, gli Stati devono presentare al Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, un Rapporto sullo stato di attuazione della CRC e dei Protocolli Opzionali nel proprio Paese.

Milano verrà quindi annoverata nel rapporto, dopo aver intrapreso ufficialmente da un anno il percorso promosso dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia per rendere le città sempre più a misura di bimbi e ragazzi.

La città è infatti riuscita a raggiungere i NOVE PASSI definiti da UNICEF che includono: la partecipazione attiva dei bambini e delle bambine, un quadro legislativo che promuova e tuteli i loro diritti, un’unità di coordinamento per i diritti dell’infanzia, una valutazione e analisi dell’impatto di leggi, politiche e prassi sui più piccoli, un bilancio adeguato delle risorse , un rapporto sulla condizione dell’infanzia in città, la diffusione della conoscenza dei diritti e la nomina di un’istituzione indipendente- commissario o garante.

 

Maria Teresa Pepe, Pedagogista