Il Nord Europa Chiude Le Frontiere, A Milano Torna L’Emergenza Profughi

Di: - Pubblicato: 19 febbraio 2016

Negli ultimi giorni la situazione degli spazi messi a disposizione dal Comune di Milano per l’accoglienza dei profughi, provenienti soprattutto dalla Sira e dall’Eritrea, è in tilt. Ciò avviene soprattutto a causa della chiusura delle frontiere nord Europee, come Austria e Svezia ma anche a causa del nuovo e pericoloso asse nazionalista e antidemocratico est europeo di paesi come Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, che hanno eretto veri e propri muri antiimmigrati, portando addirittura l’esercito ai confini di stato per bloccare i profughi in rotta dai Balcani  verso l’Europa del nord.

I centri d’accoglienza milanesi sembrano essere  praticamente al completo. I profughi, che fino a pochi mesi fa transitavano a Milano giusto il tempo di eseguire le pratiche burocratiche per poi ripartire verso il nord Europa, ora sono costretti a fermarsi per molto più tempo e gran parte delle persone, viste le problematiche e l’impossibilità talvolta di proseguire il viaggio in quel che è rimasto dell’area Schengen, richiedono asilo proprio in Italia. L’Hub comunale di via Sammartini a Milano, a due passi dalla Stazione Centrale, era stato riaperto dalla Fondazione Progetto Arca per il piano freddo principalmente per i senza tetto. Ora di notte questo luogo si trasforma in un improvvisato dormitorio per i profughi, dando così loro un luogo caldo dove poter riposare. In questi ultimi giorni, a causa appunto del blocco (temporaneo?) delle frontiere svedesi e tedesche, anche i centri di accoglienza di via Aldini e di via Corelli sono al collasso e senza più posti letto, come ci raccontano fonti provenienti da Progetto Arca.  Ora i profughi vengono appunto assistiti insieme ai senza tetto nell’Hub della Stazione Centrale, causando non pochi problemi di gestione e di spazi. E’ da segnalare che negli ultimi anni l’ ondata migratoria a Milano è stata molto spesso solo di passaggio: il flusso di profughi che fino a poco tempo fa arrivava in città, per lo più composto da famiglie,  nel 90% dei casi ripartiva nel giro di pochi giorni  per proseguire il viaggio verso nord.  L’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino in una nota  dichiara “tra qualche settimana, con il miglioramento delle condizioni climatiche e quindi con condizioni più favorevoli per affrontare la traversata del Mediterraneo, la situazione rischia di diventare veramente durissima”.

“Per ora” sottolinea il Presidente di Fondazione Progetto Arca Alberto Sinigallia “ Riusciamo ancora ad ospitare qualche famiglia che arriva in Stazione, ma se, come previsto, l’onda migratoria nei prossimi mesi aumenterà e l’Europa continua a chiudersi su se stessa, allora avremo dei grossi problemi logistici e assistenziali”. Pierfrancesco Majorino, per far fronte ad uno sviluppo problematico della situazione, chiede aiuto e senso di responsabilità anche alle altre città del nord Italia e al governo,  sottolineando l’importanza della collaborazione tra associazioni, istituzioni ed enti, manifestando al contempo la volontà di Milano di continuare ad accogliere chi scappa dalla guerra e dalla fame.

 

Marco Feliciani