Il “Virus” Non Ferma L’Accoglienza (Con Le Dovute Precauzioni)

Di: - Pubblicato: 2 Marzo 2020

Di Filippo Nardozza.

A Milano servizi di sostegno ai più deboli regolamentati o ridotti, ma comunque attivi in questi giorni di allerta Coronavirus (soprattutto per quanto riguarda le unità notturne di strada, che si sono dotate anche di termometri per misurare la temperatura corporea). E arriva, dal Comitato per la  Civilweek, la campagna social “Una telefonata vale come un abbraccio”, per ridurre il rischio isolamento causato dalla paura di uscire.

“Anche in questa fase così delicata non dobbiamo dimenticare le tante persone fragili che abitano la città: anziani, persone con disabilità, uomini e donne senza dimora, famiglie in difficoltà. Persone che già vivono situazioni di sofferenza e solitudine e che rischiano in questo momento di sentirsi ancor più abbandonate e isolate.

Per questo motivo, le nostre organizzazioni sono rimaste aperte e si stanno inventando di tutto, per continuare a offrire servizi adeguati a chi bussa alla nostra porta, pur nel rispetto di regole e normative. È per noi uno sforzo importante che, non lo nascondiamo, mette alla prova le nostre realtà”.

A parlare, in un comunicato congiunto, quattro realtà storiche dell’accoglienza e della solidarietà milanese (Fondazione Casa della carità, Opera San Francesco per i Poveri, Centro S. Antonio di via Farini, Le Suore della mensa di via Ponzio) che – come molte altre – non si stanno fermando in questi giorni di allerta Coronavirus e di forzato isolamento, potenzialmente ancora più dolorosi per chi già non ha nulla o nessuno.

Per quanto riguarda Opera San Francesco per i poveri, i locali della storica e frequentatissima mensa di corso Concordia (con una media, nel 2019, di 1923 pasti serviti al giorno) e quelli della “consorella” di piazzale Velasquez sono chiusi, ma i servizi sono attivi: davanti gli ingressi si distribuiscono pranzo e cena al sacco. Il Poliambulatorio di via Antonello da Messina resta aperto con protocolli di sicurezza, così come il servizio docce e guardaroba, disciplinando gli accessi in modo da evitare la coda di persone in attesa. Per i volontari e gli operatori che continuano il loro servizio sono disponibili guanti, mascherine e liquidi igienizzanti.

Forse, oggi più che mai ci stiamo tutti rendendo conto di che cosa significhi vivere in una condizione di vulnerabilità – prosegue il comunicato -. Anche noi operatori sociali, che abbiamo a che fare tutti i giorni con “‘ fragili’, abbiamo unoccasione in più per capirli, non più semplicemente sedendosi accanto a loro, ma guardando cosa succede dentro ciascuno di noi, osservando la nostra paura, interrogando il nostro spaesamento”.

Casa della carità fa sapere che prosegue le attività di accoglienza residenziale prestando però particolare attenzione al coinvolgimento degli ospiti alla gestione della criticità, condividendo con loro le indicazioni di Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità sui comportamenti da seguire. Si è inoltre proceduto a una sanificazione straordinaria degli ambienti.

Da lunedì scorso sono stati sospesi, per una settimana, i servizi di prima accoglienza aperti all’esterno (il centro di ascolto, il servizio docce e guardaroba e lo sportello legale), così come le attività culturali in programma, ma ci si sta riorganizzando (in previsione di una prosecuzione dell’ordinanza di chiusura) a come riavviare alcune attività diurne con modalità diverse; ad esempio il centro d’ascolto, solitamente ad accesso libero, potrà essere attivo su appuntamento.

Situazione simile per Ronda Carità e Solidarietà: il servizio di ascolto e orientamento diurno  è chiuso al pubblico per evitare assembramenti di ospiti, ma si prosegue con i colloqui one to one. Così come con l’essenziale servizio di aiuto delle unità di strada, che si concentra però sui singoli individui senza dimora, evitando il punto di distribuzione di generi di conforto. Rimandato a data da destinarsi il cineforum che avrebbe proposto, nell’ambito della Civil Week, un momento di sensibilizzazione sul tema dell’intolleranza.

La solidarietà è contagiosa e fa bene a tutti. Con questo appello, Fondazione Progetto Arca fa sapere ai suoi donatori, attraverso il presidente Sinigallia, che sta “prendendo tutte le precauzioni necessarie sia per gli ospiti sia per gli operatori e i volontari per continuare a garantire il nostro aiuto alle persone più in difficoltà. Abbiamo rifornito i nostri Centri di accoglienza di dispenser con sapone disinfettante e munito di mascherine i nostri operatori.

Continua anche l’intervento delle nostre Unità di strada grazie all’affiancamento di professionisti sanitari dotati di termometri per la misurazione della temperatura corporea”.

Per chiudere, l’appello “Una telefonata vale come un abbraccio”. Dal Comitato promotore della Civil Week (macro evento milanese dedicato alle persone, alla solidarietà, alle economie civili che avrebbe dovuto svolgersi dal 5 all’8 marzo, rimandato a data da destinarsi) arriva una campagna social per non dimenticarsi, anche con l’emergenza Coronavirus, della solidarietà. Sappiamo bene che i più isolati saranno proprio i più bisognosi: e una telefonata, appunto, può valere come un abbraccio.