Lotta Alla Tratta

Di: - Pubblicato: 3 Ott 2016

Il Comune Di Milano E Realtà Sociali Del Territorio Insieme Per Sconfiggere ll Fenomeno

foto-x-art-lucio-salciarini

 La Commissione consiliare Politiche sociali del Comune di Milano, guidata da Pierfrancesco Majorino, ha affrontato in questi giorni  il tema della prostituzione a Milano, fenomeno questo che secondo gli ultimi dati provenienti da Palazzo Marino, non conosce recessione.  Con il supporto delle relazioni presentate da Miriam Pasqui (Direzione Politiche sociali e Cultura della Salute) e dai rappresentanti delle realtà attive sul territorio di Milano e della Città Metropolitana: suor Claudia Biondi (Caritas), Valerio Pedroni (Fondazione Padri Somaschi), Marzia Gotti (Associazione Lule Onlus), si è dedotto che nel 2015 le vittime di tratta e di schiavitù sessuale sono state oltre 2.252, quasi tutte donne straniere provenienti da Nigeria, Europa dell’est e Sudamerica.

Il Comune di Milano coordina le azioni di dieci tra enti ed associazioni che compongono la rete anti-tratta attiva sul territorio della Città metropolitana. Ne fanno parte: CO.L.C.E. Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione”; Cooperativa Sociale Lule; Cooperativa “Farsi Prossimo”; Fondazione San Carlo; Studio A.P.S.; Cooperativa Sociale “La Grande Casa”; Cooperativa Sociale Comunità Progetto; Ce.A.S. – Centro Ambrosiano di Solidarietà e Fondazione Somaschi Onlus.

“Il nostro obiettivo è potenziare la collaborazione con le realtà attive sul territorio grazie all’attuazione di nuovi progetti per combattere la schiavitù dei nostri giorni”. Queste le parole dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino riguardo al tema della lotta alla tratta, un fenomeno sempre più diffuso nel nostro Paese e che a Milano conta ogni anno migliaia di vittime.

Il sistema di lotta alla tratta è strutturato in diversi stadi. Il primo passo è sicuramente l’ attività di emersione delle potenziali vittime di tratta, che coinvolge anche la tutela della salute e l’ identificazione delle persone a rischio sfruttamento tramite unità mobili territoriali e sportelli di ascolto diffusi sul territorio. Il secondo stadio prevede l’ accoglienza e l’ ospitalità in regime di pronto intervento in strutture comunitarie, in modo da poter sostenere ed orientare la persona nel momento iniziale di richiesta di uscita dal circuito tratta e porla in protezione.  L’ obiettivo successivo è quello di permettere alla vittima di conseguire una reale autonomia abitativa, lavorativa e relazionale, tramite soggiorno in strutture protette e progetti di protezione ed integrazione sociale. In questa fase le persone possono usufruire di servizi di assistenza sanitaria, psicologica, legale, formativa e di alfabetizzazione alla lingua italiana. La terza accoglienza, stadio seguente, è il conseguimento della reale autonomia abitativa e lavorativa tramite ospitalità in appartamenti. Tutto ciò accompagnato dall’ autonomia occupazionale sostenuta dall’ attivazione di tirocini lavorativi e borse lavoro.

 

Lucio Salciarini