Luoghi Di Culto, A Milano I Musulmani Non Si Fidano Del Comune

Di: - Pubblicato: 12 settembre 2016

Tra pochi giorni scade l’avviso pubblico con cui i gruppi religiosi possono indicare dove vorrebbero costruire un luogo di culto. Ma nessuna comunità islamica ha risposto all’appello. Prevista una proroga. Ma il problema è la sfiducia nata dopo che ha cancellato il bando con cui aveva assegnato tre aree pubbliche per costruirci due moschee e un centro evangelico

Foto x art primo Redattore sociale

Tra comunità islamiche e Comune di Milano i rapporti non sono mai stati così difficili, come in queste settimane. Il 12 settembre scade l’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse sui luoghi di culto lanciata dalla Giunta di Beppe Sala. In pratica l’amministrazione comunale ha chiesto alle comunità (non solo quelle musulmane) di indicare dove vorrebbero realizzare il loro luogo di culto e con quali caratteristiche. Un appello quasi del tutto ignorato, tanto che verrà concessa una proroga di un mese. Il motivo per cui nessuno ha mandato osservazioni è semplice e ha origine nella gestione di questo tema scottante della precedente giunta. L’assessore Pierfrancesco Majorino aveva infatti lanciato un bando per assegnare tre aree pubbliche. Dopo due anni di iter burocratici e ricorsi al Tar, il bando è finito nel nulla. A metà luglio, infatti, la nuova giunta ha annunciato che non era più valido perché incompatibile con la legge regionale sui luoghi di culto. Una legge, definita dagli stessi promotori in Regione “antimoschee”, che impone ai Comuni di redigere innanzitutto un Piano delle attrezzature religiose, ossia di individuare all’interno del Pgt dove sia possibile erigere una moschea o una sinagoga o una chiesa o un tempio. “Non siamo d’accordo, secondo noi il bando è ancora valido. Ci sono associazioni che l’hanno vinto e il Comune non dovrebbe fare altro che assegnare queste aree”, tuona Davide Piccardo, portavoce del Coordinamento delle comunità islamiche di Milano e Monza (Caim), al quale aderiscono una ventina di gruppi religiosi.

All’inizio di agosto la vicesindaca Anna Scavuzzo ha incontrato i rappresentanti delle comunità per spiegare come la nuova amministrazione intende procedere. Dopo la raccolta delle manifestazioni d’interesse, il Comune redigerà il Piano delle attrezzature religiose. “Abbiamo apprezzato la disponibilità e la volontà della vicesindaca -sottolinea Piccardo-, ma non ci sono le condizioni per andare avanti. Ci viene chiesto di dire dove vorremmo costruire i luoghi di culto, esponendoci così alle polemiche e ai no preventivi. Non solo. Non c’è alcuna certezza che dopo questo nuovo iter potremo costruire. Il bando è stato annullato per la legge regionale, come facciamo ad essere certi che nei prossimi mesi non verrà di nuovo cambiata in senso più restrittivo? Abbiamo speso migliaia di euro e tempo per presentare i progetti per il bando e non vogliono più considerarlo valido. Come possono chiederci di dedicare altre risorse, se non possono assicurarci che le condizioni di partenza non cambieranno?”. Il pasticcio del bando di Pisapia-Majorino ha incrinato i buoni rapporti tra il centro sinistra e le comunità musulmane. Nei prossimi giorni la Scavuzzo incontrerà di nuovo i rappresentanti dei gruppi religiosi. “I nostri fedeli hanno una profonda sfiducia nelle istituzioni”, conclude Piccardo. (dp)

 

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