Mafie A Milano, Addio Infiltrazioni: Ora Si Radicano

Di: - Pubblicato: 21 novembre 2016

L’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore economico milanese è in crescita, in particolare dal 2010. E tra le organizzazioni è ormai la ‘ndrangheta a detenere il monopolio delle attività criminali a Milano e in Lombardia…

L’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore economico milanese è in crescita, in particolare dal 2010. E tra le organizzazioni è ormai la ‘ndrangheta a detenere il monopolio delle attività criminali a Milano e in Lombardia: è quanto emerge da una ricerca che ha preso in esame tutti i 105 fascicoli avviati tra il gennaio 2000 e il dicembre 2015 presso la Procura della Repubblica di Milano per il reato di associazione di tipo mafioso, con attenzione ai reati con l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso. Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori coordinati da Alberto Alessandri, professore di diritto penale della Bocconi, e sostenuto dalla Camera di commercio di Milano, da Assimpredil Ance, dal Banco Popolare e con la collaborazione del Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale. Secondo i dati, negli ultimi 16 anni sono stati 1.251 i soggetti indagati nell’ambito dei 105 procedimenti avviati presso la Procura di Milano. Due i picchi dei procedimenti, nel 2006 e tra il 2010 e il 2014: se nel 2000 i fascicoli aperti dalla Procura sono stati cinque e nel 2001 solo due, tra il 2010 e il 2014 il numero è di 43 procedimenti (16 dei quali solo nel 2014). Dei 384 indagati per i quali vi è stata una richiesta di rinvio a giudizio, 330 sono stati condannati con una sentenza di primo grado. Il sistema criminale s’infiltra nelle imprese in un caso su quattro, nei casi processuali esaminati: tra coloro che sono stati rinviati a giudizio, infatti, il 25,52% sono imprenditori (98 su 384).

Si tratta di un fenomeno ancora limitato se consideriamo le oltre 295.000 imprese dell’economia milanese, ma in crescita dal 2010. L’edilizia è il settore più colpito, con il 48% di imprenditori che operano in quell’ambito, seguito dal settore della ristorazione e gestione di bar o locali notturni (15%). Nel 24,2% dei casi il ruolo dell’imprenditore indagato è quello di organizzatore o promotore dell’attività criminosa. Riguardo al tipo di reato commesso dagli indagati, le attività criminali più tipiche prevalgano di poco sui reati di tipo economico (53,7% rispetto al 46,3%). L’associazione di tipo mafioso più coinvolta nei procedimenti avviati a Milano è la ‘ndrangheta: è presente in ben il 78% dei procedimenti in cui vi è un’associazione italiana di tipo mafioso, mentre i nomi di Cosa Nostra e Sacra Corona Unita si ritrovano rispettivamente nel 10% e nel 3% dei fascicoli. Vi è tuttavia da registrare un 7% di casi in cui compare una convergenza di interessi criminali tra più realtà associative di tipo mafioso (‘ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra).

L’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali antimafia è stata esaminata consultando i fascicoli relativi ai 67 provvedimenti di confisca definitivi emessi in 16 anni: 80 sono i soggetti proposti per le misure di prevenzione, per il 63% originari della Calabria e per il 13% originari della Lombardia. Di questi, 34 sono stati indagati o imputati per reati in materia di sostanze stupefacenti, mentre 22 per associazione a delinquere di stampo mafioso. Anche in questo ambito appare prevalente la presenza della ‘ndrangheta, associazione collegata ad almeno 48 casi. I beni immobili confiscati sono stati 249 (il 47% del totale); 119 i conti correnti (23%); 57 i beni mobili registrati (11%) e 52 le azioni o le quote societarie (10%). In sei decreti (tra il 2009 e il 2012) le imprese sono state destinatarie della misura. “La ricerca- ha concluso Alberto Alessandri- ha rilevato che oggi non può più parlarsi di un fenomeno di ‘infiltrazione’ della criminalità organizzata al Nord, quanto piuttosto di un ‘radicamento’ nell’economia lecita del Nord e più in particolare milanese”. (DIRE)

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