Migranti, Non Solo Barricate: Quando Il Benvenuto E’ Al Ritmo Di Musica

Di: - Pubblicato: 31 Ott 2016

Parlano i musicisti che parteciperanno a “Note e sapori”, la festa di benvenuto per i profughi che arriveranno il primo novembre alla Caserma Montello di Milano. Una risposta a ritmo di rock, pop e jazz alla manifestazione di Salvini e delle barricate. “La musica porta calore, crea legami. Così si vincono le paure”

Sarà un benvenuto solidale al ritmo di rock, pop e jazz. Per martedì primo novembre Open8, il comitato nato per dare voce a “un quartiere abitato da donne e uomini aperti e solidali, capaci di guardare oltre le sirene della paura”, organizza “Note e sapori”, una giornata di festa proprio davanti alla Caserma Montello, che ospiterà da quel giorno circa 300 profughi. Una risposta alla manifestazione di ieri di Matteo Salvini e di chi vuole invece erigere barricate “come a Goro”. A dare il benvenuto ai profughi saranno sei orchestre, nate in questi anni a Milano. “La nostra è una storia di migranti -spiega Massimo Latronico, direttore artistico dell’Orchestra di Via Padova, fondata otto anni fa e costituita da 19 musicisti di nove Paesi diversi-. E la musica è espressione della cultura dei popoli. Il mondo però sta cambiando ed è dalla contaminazione delle persone e dei suoni che nasce qualcosa di nuovo. Non certo isolandosi”. “La musica porta calore -aggiunge Carletto Cremonesi, batterista dei ‘Giù il cappello’-. Quando fai una festa di benvenuto metti su un po’ di musica, o no? Bene, noi facciamo la stessa cosa con i profughi”.

“Quando ci hanno chiesto di partecipare non abbiamo avuto dubbi -racconta Maria del Rosario Montalvo, presidente di dell’Arci caporales santos, circolo di genitori e figli latino americani-. Porteremo le nostre danze. Sappiamo molto bene cosa vuol dire essere migranti. Noi, però, siamo stati molto più fortunati di loro. Vent’anni fa era più facile trovare lavoro, una casa, integrarsi”. Le orchestre si alterneranno dalle 10 del mattino alle 16. Ci sarà anche la Banda degli ottoni, Naga Orchestra e Sunugal. “La paura si vince incontrando gli altri -afferma Linda Pasina di Sunugal, associazione creata da senegalesi e italiani-. E la musica facilità la conoscenza tra le persone. Dietro i numeri e le immagini degli sbarchi ci sono le persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro drammi e le loro speranze. Questo è quello che conta”. (dp)

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