Milano: Aprile Mese Del Contrasto Al Bullismo

Di: - Pubblicato: 21 aprile 2016

Con il termine bullismo si intende una forma di comportamento aggressivo caratterizzato da tre fattori che permettono di discriminare tale fenomeno da altre prepotenze: l’intenzionalità, la sistematicità e l’asimmetria di potere. Numerosi studi indagano sul fenomeno. 

Bullismo 1

Già nel 2004 a Milano all’interno del progetto “Stop al bullismo” era stata fatta una rilevazione del bullismo nelle scuole elementari e medie, somministrando dei questionari ai bambini e proponendo dei focus group ai genitori. Il campione comprendeva i dati di 59 plessi (33 elementari e 26 medie) per un totale di 10.513 alunni (5.426 maschi e 5.087 femmine), età media 9,2. Emergeva che un bambino su due dichiarava di subire prepotenze durante la permanenza nella scuola elementare, mentre nelle scuole medie un ragazzo vittimizzato ogni tre.

Il Rapporto Giovani 2016, realizzato dall’Istituto Toniolo di Milano sulla base di una ricerca condotta dall’autunno 2015 su un campione di 9mila giovani tra i 18 e i 32 anni, riporta che uno studente su 5 ha assistito a atti di bullismo in classe, nella maggior parte dei casi negli istituti professionali e nei tecnici (26,3%),in calo nei licei (16,1%).

Secondo l’ultimo rapporto Istat, pubblicato a dicembre 2015, nel 2014 poco piu’ del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% e’ stato ‘vittima assidua’ di azioni di bullismo, subendole cioe’ piu’ volte al mese, e per il 9,1% gli atti di prepotenza si sono ripetuti con cadenza settimanale.

Recenti sono i dati di un’indagine di SOS Il Telefono Azzurro Onlus e DoxaKids che afferma che in Italia 1 adolescente su 5 è vittima fisicamente di bullismo, in quasi l’80% dei casi a scuola, mentre 1 su 10 lo subisce online e sui Social Network.

Questi dati allarmanti hanno attivato una serie di interventi volti all’informazione, al dibattito e alla prevenzione del fenomeno,  la rete e i social network svolgono solo ruolo di amplificatori. Il mese di aprile Milano è stata ricca di iniziative di contrasto.

Il  7 aprile la presidente del Corecom Lombardia, Federica Zanella, ha parlato di lotta al cyberbullismo e difesa della reputazione digitale “web reputation” soprattutto dei minori.

Il  Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni ),costituito in Lombardia con la legge regionale 28 ottobre 2003, n.20, in attuazione delle disposizioni contenute nella legge 31 luglio 1997, n.249, è l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il Corecom partecipa all’Osservatorio regionale sul bullismo e sensibilizza gli operatori della comunicazione locale, in particolare le televisioni, perché diffondano un’informazione il più corretta possibile sui fenomeni di bullismo, contribuendo a prevenire e contrastare. Fanno parte dell’Osservatorio, oltre all’Ufficio scolastico regionale, tutti gli uffici scolastici provinciali e lo stesso Corecom, le Associazioni professionali dei docenti, le Associazioni dei genitori delle scuole, le Consulte provinciali degli studenti, Anci, Upl, Regione Lombardia, Provincia di Milano, le Prefetture, il Tribunale dei minori, le Asl, l’ordine dei giornalisti e la Conferenza episcopale lombarda.Bullismo 2

Il 14 aprile 2016 si è tenuto un convegno sul tema ‘Educare al rispetto e rispettare gli altri’, organizzato da Campus Oriente e Samsung, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, la Regione Lombardia e con il patrocinio del Safer internet Centre Italia, da cui è emerso che la scuola è considerata anche dagli studenti italiani un luogo positivo di socializzazione e per costruire solidi rapporti.

Il 16-17 aprile più di 2300 piazze italiane sono state colorate dai fiori che le volontarie e i volontari di SOS Il Telefono Azzurro Onlus hanno consegnato a chi ha sostenuto la Campagna «Fiori d’Azzurro». Telefono Azzurro grazie al Protocollo d’Intesa siglato con il MIUR lo scorso dicembre ha attivato dal 1 febbraio 2015 la “Linea nazionale di contrasto al fenomeno del bullismo” chiamando  l’1.96.96 (attivo 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno)

Oltre all’informazione e alla sensibilizzazione sul tema è importante che ci siano l’integrazione di diversi ruoli professionali, all’interno della scuola, la sinergia tra docenti, personale ata, pedagogisti  e la riqualificazione del tempo che i bambini trascorrono non solo nella parte didattica ma anche nell’intervallo e nello spazio-mensa. È importante che ci siano programmi specifici rivolti agli alunni perché possano apprendere strategie utilizzabili in caso di bullismo e perché possano sviluppare le competenze relazionali necessarie per instaurare rapporti basati sul rispetto di sé e degli altri e sull’empatia, perché ci siano- come sostiene Daniele Novara, noto pedagogista italiano responsabile del centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, un lavoro sul gruppo e sulla gestione dei conflitti. I bulli secondo Novara “non sanno litigare: agiscono nell’ombra e utilizzano la violenza come modalità sistematica del controllo altrui, perché sono incapaci di confrontarsi con gli altri e di stare nelle relazioni conflittuali.  Bisogna sviluppare un’alfabetizzazione emotiva e socio-relazionale”.

Infine e non da ultimo è importante il coinvolgimento dei genitori come parte attiva di un progetto educativo più ampio.

Il ruolo educativo della famiglia e della scuola diventa così fondamentale per sviluppare all’interno della classe un’ attitudine alla comunicazione e all’interazione che consenta agli alunni di evidenziare le situazioni critiche, le componenti di disagio relazionale e quindi i conflitti latenti; per sostenere i ragazzi nel riconoscimento, nella lettura e nella gestione delle relazioni, per acquisire nuove competenze sociali e personali. Il lavoro di sinergia tra scuola e famiglia risulta importante per non stare zitti ma per prevenire e  affrontare il disagio.

 

Maria Teresa Pepe, Pedagogista