MILANO: L’ESODO DEI PROFUGHI ERITREI

Di: - Pubblicato: 22 maggio 2015

Milano sta vivendo l’esodo dei profughi provenienti dall’Eritrea. Viaggi estremi, terribili, centinaia di persone disperate che raggiungono a stento le coste della Libia passando per il deserto. Quasi sempre viaggiano senza cibo e senza acqua, in mano a trafficanti di uomini, scafisti ai quali pagano ingenti somme, per l’ultima traversata, probabilmente la più pericolosa, il tratto del mar Mediterraneo, con la speranza di poter sbarcare a Lampedusa. Secondo i dati del Ministero dell’interno, dall’ avvio della missione Mare Nostrum, 18 ottobre del 2013, ad oggi, sono arrivati 59.590 migranti di cui 40.667 siriani e 14.671 eritrei (di cui 14mila minorenni). Dall’inizio del 2015 ad oggi, invece, ne sono arrivati 5.587, di cui 2.432 siriani e 2.012 eritrei. La nuova emergenza umanitaria sta però cambiando, infatti, sono soprattutto gli eritrei, ora, a sbarcare in Sicilia, per la maggior parte giovani e senza famiglia. Fuggono dalla fame e dalla povertà. Milano è schierata in prima linea nell’accoglienza, anche con il centro di via Aldini, a Quarto Oggiaro, gestito dalla Fondazione Progetto Arca, presso il quale sono stati ospitati, negli ultimi giorni, 350 profughi eritrei. Milano, in periodo di Expo, dell’esposizione universale della lotta alla fame nel mondo, è una città che accoglie la disperazione di questi ragazzi arrivati in Italia con i volti scavati dalla fame. Ragazzi che cercano un rifugio e, stanchi di vivere nella disperazione della guerra, sognano una vita migliore.

 

Marco Feliciani