Milano: Sei Alberi Dedicati A Sei Donne Coraggiose

Di: - Pubblicato: 11 marzo 2016

Martedì 8 marzo Milano ha dedicato sei alberi ad altrettante donne che si sono distinte nella lotta alla criminalità organizzata, alle barbarie del terrorismo e ai soprusi delle violenze religiose e culturali, che nella stragrande maggioranza del mondo, violano la dignità umana. La cerimonia si è svolta al Giardino dei Giusti di Milano, presso il Parco Monte Stella, durante la giornata europea dei Giusti 2016 ed è stata presieduta dal Sindaco Giuliano Pisapia. “Milioni di donne nel mondo sono ancora oggi vittime di violenze fisiche e psicologiche, devono sottostare a costrizioni e condizionamenti che le privano della libertà e della possibilità di affermare la propria individualità” dichiara il Sindaco che prosegue “Le donne che ricordiamo oggi hanno agito in prima persona, talvolta a costo della vita, per denunciare e contrastare crimini e soprusi”. Il tema della cerimonia di quest’anno è stato La resistenza morale e civile delle donne per la propria dignità, patrimonio universale. alberi1 foto Giornaliste, studentesse, attiviste, religiose, sono solo una parte di tutte le donne che nel mondo consolidano il valore del ruolo che esse hanno nelle battaglie politiche, umanitarie, sociali, dei diritti, dell’uguaglianza, per richiedere condizioni di vita e di lavoro dignitose. Le sei donne che hanno ricevuto la dedica sono state: il giovane medico del Darfur Halima Bashir, che denunciò le aggressioni e le violenze e gli stupri delle milizie Janjaweed; Sonita Alizadeh, musicista afghana che nei versi delle sue canzoni denuncia e combatte il dramma delle spose bambine in Afghanistan e in tutto il Medioriente; l’avvocatessa indiana Flavia Agnes, che fa della sua professione una battaglia contro la violenza di genere e per i diritti delle donne di ogni religione e ceto sociale; Vian Dakhil, deputata irachena che ha avuto il coraggio di denunciare e accusare l’ISIS di genocidio nei confronti della comunità Yazida; Felicia Impastato, donna che ha sconfitto l’isolamento e l’omertà, rivendicando la completa estraneità alle cosche e pretendendo giustizia per il figlio Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978 e poi Azucena Villaflor, portavoce dell’Associazione delle madri di Plaza de Mayo che negli anni 70 sfidò la dittatura argentina di Videla esigendo verità e giustizia per la scomparsa tra il 1976 e il 1983 di oltre 30.000 tra studenti e giovani legati ai sindacati e ai partiti non allineati alla dittatura, deportati in centri di detenzione, torturati e nella maggior parte dei casi uccisi. Tra le tante personalità che sono intervenute alla cerimonia, oltre a Giuliano Pisapia, Giovanni Impastato figlio di Felicia e fratello di Peppino Impastato, Riccardo Noury portavoce di Amnesty International Italia e la coordinatrice dell’Associazione Giardino dei Giusti di Milano Ulianova Radice.

“Queste donne ci hanno mostrato e continuano a mostrarci come sia possibile colmare la distanza tra le belle parole e i fatti, tra le buone intenzioni e le scelte concrete, tra la teoria e la pratica”, ha concluso Giuliano Pisapia.

 

Marco Feliciani