MILANO SOLIDALE MA IN GRAVE DIFFICOLTA’ PER I NUOVI ARRIVI DEI MIGRANTI

Di: - Pubblicato: 17 giugno 2015

Nel mezzanino della stazione centrale di Milano centinaia di profughi, tra eritrei, somali e siriani, Screen shot 2015-06-17 at 22.13.49vengono accolti dagli operatori culturali della Fondazione Progetto Arca. «La situazione è disperata», dice Fabio Pasiani, responsabile per la stampa della Fondazione, che si occupa di tali emergenze ed è sempre in prima linea nelle criticità. Gli occhi di queste persone sono colmi di disperazione, occhi che raccontano il lungo e difficile viaggio che li ha portati fino qui. La pelle e le labbra sono bruciate dal sole, camminano a fatica, hanno sete e fame. In fila indiana aspettano il proprio turno per essere registrati, per poi essere accompagnati nei centri di accoglienza con ancora dei letti liberi, dove poter dormire. «I centri di accoglienza a Milano sono saturi», sottolinea Pasiani e continua «comune e terzo settore, negli ultimi giorni, stanno cercando ulteriori spazi dove accogliere i migranti». Molti, tra questi, sono i giovanissimi soli che hanno perso i propri cari durante il viaggio.

L’Italia, per ragioni soprattutto geografiche, è il primo approdo per i migranti provenienti dall’Africa o dal Medio Oriente, ma non la destinazione finale del viaggio, infatti in molti hanno la speranza di ripartire per arrivare soprattutto in Germania, dove risiedono parenti e amici. Naturalmente in questa precarietà le condizioni igieniche sono molto scarse. Dopo i diversi casi di scabbia, il Comune ha posto un presidio fisso dell’Asl in Stazione Centrale, dove i profughi possono essere sottoposti a cure o indirizzati e accompagnati presso gli ospedali più vicini, per gli ulteriori accertamenti dello stato di salute.

Screen shot 2015-06-17 at 22.14.04«Progetto Arca è impegnata qui da circa un anno e mezzo», sottolinea Pasiani «precisamente dall’ottobre 2013 e, fin da subito, abbiamo lottato affinché la dignità di queste persone fosse preservata». In vista dei prossimi giorni, Fondazione Progetto Arca sta studiando e individuando dove poter aprire nuovi centri. «Abbiamo avanzato delle proposte, vi sono alcuni luoghi di proprietà del Comune di Milano che potrebbero venire destinati all’accoglienza. Nel frattempo, in collaborazione con altre organizzazioni, stiamo dando risposta a quella che è l’emergenza igienico sanitaria, come, per esempio, la consegna di kit igienici».

La situazione è estremamente complessa, Milano si è attivata per gestire la grave emergenza umanitaria che deve interessare tutti noi.

 

Marco Feliciani