Minori Stranieri Soli: E Se Ne Diventassi Proprio Tu Il Tutore?

Di: - Pubblicato: 11 dicembre 2017

Di Filippo Nardozza

 

È ancora aperto – e non ha scadenza – il bando della Regione Lombardia (e di quasi tutte le regioni italiane) per la selezione di tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio. Fare domanda è semplice e diventare tutore non richiede impegno economico o co-abitazione: un dono di tempo e dedizione (magari proprio in occasione del Natale?) che contribuisce a creare una cultura dellaccoglienza e della solidarietà.

 

C’è un regalo davvero speciale che, pensandoci su, molti adulti potrebbero fare ma a cui magari non si è mai avuto occasione di pensare. Un regalo che va cercato tra un po’ di burocrazia e i propri impegni di vita quotidiana, oltre che dentro se stessi: la scelta di mettere a disposizione  tempo e dedizione per chi, ancora poco più che bambino, giunge da solo nel nostro Paese.

Al 31 ottobre scorso risultavano presenti sul territorio italiano 18.479 minori non accompagnati, giunti sulla scia dei forti flussi migratori verso l’Europa (dati del Report mensile redatto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). Di questi il 5,7%, pari a 1.053 unità, si trova nella sola Lombardia, la terza regione italiana per numero di presenze di minori non accompagnati dopo la Calabria e la Sicilia (prima, per ovvi motivi, con addirittura 8.000 presenze).

Ragazzini – la maggior parte, pari al 93%, è composta da adolescenti tra i 15 e i 17 anni di età – che provengono nella stragrande maggioranza da paesi africani (è il Gambia a farla da padrone) e che, nonostante il coraggio nell’affrontare la migrazione, per la giovane età e gli ostacoli che presumibilmente incontreranno in un paese straniero senza i genitori o il supporto di un adulto, si trovano in una condizione di grande bisogno e vulnerabilità.

E qui entra in gioco il legislatore e il possibile impegno del cittadino. Facendo seguito alla nuova legge per la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (L.47/2017) infatti, dallo scorso luglio il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Lombardia (insieme ai “colleghi” di altre regioni italiane) ha pubblicato il bando per la ricerca e la selezione di tutori volontari per minori stranieri non accompagnati.

Minori non accompagnati: chi è il tutore e cosa fa?

Il tutore si mette a disposizione volontariamente e gratuitamente per esercitare la responsabilità genitoriale del minore e offrirgli un aiuto concreto nei momenti più complessi che dovrà affrontare in un paese straniero: è dunque la figura di riferimento e di sostegno nel suo percorso in Italia, nelle procedure burocratiche che dovrà affrontare, una figura che lo protegga e lo rafforzi nel percorso di integrazione che compirà.

Parliamo innanzitutto di tutela e rappresentanza legale per gli atti che il minore non può compiere da solo, quindi la responsabilità di curarne gli interessi e di accertarsi che ne venga tutelato il benessere psico-fisico; di amministrazione dell’eventuale patrimonio, ma anche di ascolto del suo punto di vista. In concreto, il tutore vigila sulle condizioni di accoglienza, sui percorsi di integrazione, educazione e protezione del minore in coordinamento con le istituzioni responsabili per queste aree, tenendo conto delle sue inclinazioni e promuovendone i diritti, senza che tutto ciò implichi la presa in carico domiciliare ed economica.

La figura del tutore, infatti, non coincide necessariamente con quella dell’affidatario, che ha la responsabilità diretta dell’accoglienza e del sostentamento del minore e viene nominato secondo un diverso procedimento. Di conseguenza, si può assumere la tutela di un minore senza che siano necessarie la coabitazione e il sostentamento economico, ad esempio per un minore ospitato in un centro di accoglienza.

È un ruolo che in mancanza di un tutore esercitano prevalentemente enti locali e avvocati per grandi gruppi di minori. “Ma, se sei giovanissimo e solo in un paese straniero, avere una persona che è il tuo tutore esclusivo per scelta volontaria, che ti chiama per nome e che puoi contattare rapidamente in caso di bisogno, fa davvero la differenza”, si legge in una nota online di Save The Children, organizzazione umanitaria impegnata nell’aiuto dei più piccoli e tra i soggetti che hanno fortemente voluto la legge sulla protezione e l’accoglienza dei minori stranieri.

Tutori per minori non accompagnati: come fare domanda

Posto che (come recita il bando regionale stesso) il tutore volontario deve essere una persona motivata e sensibile al superiore interesse del minore” i requisiti materiali per fare domanda sono facilmente identificabili: è necessaria la cittadinanza Italiana o di altro paese dell’Unione Europea, ma anche di un paese esterno all’Unione Europea purché si sia in possesso di permesso di soggiorno e si abbia conoscenza della lingua e cultura italiana, che verrà verificata in sede di selezione; la residenza in Italia; una età non inferiore ai 25 anni; il pieno godimento dei diritti civili e politici e l’assenza di condanne penali, di procedimenti penali o di procedimenti per l’applicazione di misure di sicurezza o prevenzione; assenza delle condizioni di “incapacità all’ufficio tutelare” previste dalla legge; ineccepibile condotta. Disponibilità di tempo ed energie per esercitare la funzione sono infine basilari.

La domanda è da inoltrare attraverso un semplice modulo con informazioni basilari. Sul sito della Regione Lombardia e del Comune d Milano è possibile consultare il bando completo con le relative istruzioni per sottoporla.

 E poi cosa succede?

Il tutore viene nominato dal Giudice. Dopo aver fatto domanda segue una selezione dei candidati che accederanno poi a un corso di formazione base; a questo seguiranno ulteriori incontri formativi periodici per garantire un aggiornamento continuo e un confronto utile per affrontare situazioni sempre più complesse.

 

Per ulteriori eventuali informazioni è possibile contattare lUfficio del Garante per linfanzia e ladolescenza. Questi i contatti per la Lombardia: 02.6748.6290 – dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30, oppure garanteinfanziaeadolescenza@consiglio.regione.lombardia.it.