Ora Della Terra

Di: - Pubblicato: 27 marzo 2017

A cura di Veronica Varallo

 

Sabato 25 marzo è stata la giornata dedicata all’Ora della Terra sostenuta dal WWF. Un’ora totale di buio, in tutto il mondo per far sentire la propria voce contro i cambiamenti climatici.

Sarebbe un errore limitarci a chiamarlo semplicemente evento in quanto è diventato il più grande movimento globale per l’ambiente partito dalla “gente comune”. In Italia l’appuntamento era per le ore 20:30 ma la “ola” del buio è durata 24 ore facendo il giro della Terra partendo dalle Isole Samoa.

Quest’anno oltre 400 comuni italiani hanno aderito all’iniziativa organizzando eventi, feste in piazza, incontri a tema ma anche aperitivi e cene a lume di candela, grazie anche alla partnership con Altromercato. La regione più attiva è stata il Molise con oltre 83 comuni partecipanti.

Il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati hanno patrocinato l’iniziativa e il Presidente della repubblica  Sergio Mattarella ha consegnato una speciale targa al WWF come “premio di rappresentanza” all’evento. Numerosi anche i volti noti che hanno appoggiato l’iniziativa, tra i quali la Virtus Roma Basket e il testimonial Francesco Gabbani.

L’elenco dei monumenti che sono rimasti al buio è lunghissimo e comprende ad esempio, Piazza San Marco a Venezia, Castello Sforzesco,  l’UniCredit Tower  e la Torre Allianz a Milano, l’Arena di Verona, la Scalinata del Pincio a Bologna, Piazza del Ferrarese a Bari e tanti altri.  E’ stata Ora della Terra anche nelle Oasi WWF con serate dedicate alle specie notturne.

L’Ora della Terra fonda le sue radici nel 2007 a Sidney  quando più di  2 milioni di persone si mobilitarono contro i cambiamenti climatici. Nel 2008 aderirono 35 paesi ma fu nel 2009 che il movimento raggiunse un enorme successo con l’adesione di 88 paesi battendo ogni record.  Da lì, nel giro di pochi anni si è arrivati ad una adesione di 178 paesi. Nel 2011 si è deciso di aggiungere al logo del movimento il simbolo “+” per indicare che l’evoluzione della campagna va oltre la singola ora ma dura 365 giorni.

Grazie a questo movimento sono moltissimi i passi avanti fatti per combattere il cambiamento climatico. Paesi come Argentina, Ecuador e Galles hanno rinnovato la loro politica sul clima. In Uganda nel 2013 è stata creata la prima foresta mondiale dell’Ora della Terra per combattere la deforestazione che ogni mesi distrugge 6,000 ettari di foresta. Nel 2016 alla COP21 di Parigi si è raggiunto un accordo storico, con la promessa di non far aumentare la temperatura oltre 1,5°C, abbandonando i combustibili fossili per un passaggio alle energie rinnovabili e a modelli di risparmio energetico.

Vedendo la partecipazione attiva negli altri paesi per l’ambiente, In Italia il problema del cambiamento climatico non è ancora sentito come dovrebbe essere: ogni giorno se ne sente parlare ma si pensa che sia un problema distante da noi. Si pensa che forse in Italia non respiriamo la stessa aria degli altri paesi, che l’innalzamento dei mari non ci riguardi e che gli animali in via d’estinzione qui non esistano.

Eppure la natura ci sta continuando a mandare segnali della sua sofferenza. Tutti parliamo di clima impazzito ma nel nostro piccolo non facciamo nulla che possa evitare questa crisi. Sì, perché ormai si parla di una vera e propria crisi del clima. Bisogna considerarla come una priorità. Bisogna incominciare a pensare che ogni singolo gesto può fare la differenza. Che deve partire da tutti. È vero, i governi dovrebbero essere i motori della rivolta ma ogni tanto c’è bisogno di ricordarglielo senza aspettare che siano sempre gli altri ad agire. Un mondo migliore è possibile.