Premio Giorgio Ambrosoli, Quando Fare Il Proprio Dovere Diventa Eroico

Di: - Pubblicato: 23 gennaio 2017

Alla quinta edizione del premio voluto dalla famiglia dell’avvocato ucciso per la sua onestà, il riconoscimento va a imprenditori, sportivi, giornalisti, insegnanti, funzionari pubblici o di grandi aziende private che hanno avuto il coraggio di denunciare il malaffare e in molti casi lo combattano prendendosi cura delle nuove generazioni

Giorgio Ambrosoli

Hanno fatto il loro dovere, ma per questo sono minacciati. Imprenditori, sportivi, giornalisti, insegnanti, funzionari pubblici o di grandi aziende private: hanno avuto il coraggio di denunciare il malaffare e, in molti casi, lo combattono prendendosi cura delle nuove generazioni. Lunedì 16 gennaio al Piccolo Teatro di Milano hanno ricevuto il Premio Giorgio Ambrosoli, promosso dalla famiglia Ambrosoli e da Transparency International Italia. In particolare, la quinta edizione ha assegnato quattro Premi, sei Menzioni speciali, due Premi speciali e un Riconoscimento europeo. “Il Premio quest’anno è riuscito a valorizzare al meglio attraverso i riconoscimenti quel senso intrinseco di consapevolezza di essere portatori tutti noi di valori morali e diventare in prima persona esempi etici fondanti per la società. – afferma Annalori Ambrosoli, Presidente del Premio – Siamo ricchi di figure dai profili mai banali e non urlati”.

Il premio Giorgio Ambrosoli è andato a quattro persone impegnate per la legalità nel Mezzogiorno. Giuseppe Antoci, dal 2013 Presidente del Parco dei Nebrodi (Messina) e dal 2014 Coordinatore Regionale di Federparchi, la Federazione dei Parchi e delle Riserve Italiane, è stato fautore della creazione del Protocollo di Legalità per la tutela e la salvaguardia delle concessioni dei terreni degli enti pubblici e l’eliminazione delle infiltrazioni mafiose nei procedimenti di affidamento degli stessi. Vittima di minacce e di un grave attentato. Vincenzo Ciotola, preside dell’Istituto Tecnico Informatico Galileo Ferraris di Scampia (Napoli), da anni è impegnato sul terreno della diffusione della cultura della legalità. Con e per i suoi alunni ha avviato iniziative di forte innovazione pedagogica in un contesto ad alta presenza della camorra. Adriana Musella, fondatrice dell’Associazione Antimafia “Riferimenti” a Reggio Calabria, figlia dell’imprenditore Gennaro Musella ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1982, ha promosso e diffuso per oltre vent’anni in Calabria presso le scuole la cultura della legalità, con iniziative in altre regioni d’Italia. Simbolo di questa riuscita sensibilizzazione locale è il fiore della Gerbera Gialla. Oggetto di costanti intimidazioni, fruisce del servizio di protezione tramite scorta. Mariella Russo, dirigente scolastico dell’Istituto Raffaele Piria di Rosarno, uno dei più innovativi, proattivi e intraprendenti d’Italia, è da anni protagonista di una promozione culturale contro la ‘ndrangheta in un territorio come quello di Rosarno e dintorni connotati da forte presenza della criminalità organizzata. Il suo impegno si è qualificato soprattutto per l’attenzione dedicata ai figli dei boss locali.

I Premi speciali sono stati assegnati ai collaboratori dell’avvocato Giorgio Ambrosoli.  Pino Gusmaroli, consulente esperto del mercato borsistico, venne chiamato negli anni ‘70 a far parte della squadra che lo affiancherà nella liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Silvio Novembre, Maresciallo della Guardia di Finanza affiancò Giorgio Ambrosoli durante tutto il procedimento fallimentare relativo alla bancarotta della Banca Privata Italiana. Più volte si rivelò figura chiave per la riuscita delle indagini.

Il Riconoscimento europeo va a un giornalista. Andrew Jennings, reporter d’inchiesta da anni impegnato sui temi della corruzione nello sport, ha collaborato con l’FBI e ha dato il via alle indagini che porteranno allo scandalo che coinvolgerà i vertici della FIFA sull’assegnazione dei mondiali di calcio. Già autore nel 1986 del documentario sulla corruzione a Scotland Yard che la BBC si rifiutò di trasmettere.

Sei le Menzione speciali. Salvatore Barbagallo, titolare di un’azienda di trivellazioni a Vibo Valentia, il 3 marzo 2007 denuncia il clan dei Mancuso. Dopo gravi vicissitudini seguite a quella scelta è obbligato a chiudere la ditta a causa di minacce e ritorsioni subite. Oggi è testimone di giustizia in processi contro la ’ndrangheta, tra cui il processo “Black Money”. Silvano Barco, atleta nello sci di fondo, prese parte ai Giochi olimpici invernali di Calgary, secondo arrivato alla celebre gara Oslo-Holmenkollen, oggi è allenatore in Finlandia. Rifiutatosi di assumere sostanze dopanti ha denunciato le pratiche e i comportamenti illeciti in essere presso le squadre nazionali italiane, denunce che hanno contribuito significativamente al contrasto del doping in Italia.

Paolo Borrometi, giornalista di Ragusa, fondatore e direttore della testata giornalistica online “La spia”. Le sue inchieste hanno riguardato in particolare il Comune di Scicli sciolto per mafia, il racket delle agenzie funebri e la stidda – nuova mafia nata proprio in quelle zone negli anni ’80. Ne sono seguite minacce e pesanti aggressioni che gli hanno procurato una menomazione permanente alla spalla anche dopo il trasferimento a Roma. Ilaria Capua, scienziata, è tra i principali virologi italiani. Parlamentare, è stata vittima nel 2014 di una vicenda giudiziaria basata sull’accusa infamante di aver diffuso ceppi dell’influenza aviaria per lucrare sulla vendita dei vaccini. Pur sotto processo, ha dato continuità ed efficacia alla sua attività legislativa in Parlamento. Prosciolta nel luglio 2016, si è dimessa dal suo ruolo di parlamentare per tornare a lavorare nella ricerca come direttrice di un centro a Orlando, in Florida, dove si è trasferita con la famiglia. Emanuele Feltri, perito agrario di Catania, 33 anni, diventa imprenditore agricolo nel settore del biologico scegliendo di comprare una vecchia azienda locale. Si vede in seguito obbligato alla denuncia dei ripetuti soprusi subiti con centinaia di discariche abusive che compromettono l’oasi naturale creata nel 2009 dentro cui vive e lavora, nonostante continui a subire serie minacce.

Andrea Franzoso e Luigi Nocerino, funzionari di Ferrovie Nord Milano, segnalano e portano alla luce gravi irregolarità nella gestione dei rimborsi spese dei dirigenti attraverso un loro rapporto di verifica interno all’azienda, nonostante ritorsioni e pressioni a minimizzare i fatti. (dp)

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