Primarie Milanesi Del Centro Sinistra, Che Dire..

Di: - Pubblicato: 12 febbraio 2016

E’ passata quasi una settimana dalle primarie di Milano del centro sinistra, una settimana quindi  di bilanci e di riflessioni sul nuovo panorama politico milanese. Milano dunque ha il suo candidato sindaco del “centro sinistra”. In questi mesi le insistenti e talvolta volute divisioni a sinistra hanno reso facile la vittoria di Mr. Expo Beppe Sala alle primarie del centro sinistra con il 42% dei consensi, di sabato 6 e domenica 7 febbraio.  Uomo dal profilo mite, poco appariscente e per niente carismatico, ma uomo con uno spiccato senso manageriale, affarista, manager appunto della più grande azienda italiana, Milano. Sarebbe meglio dire “La nuova più grande azienda italiana”. Probabilmente il valore sociale che la giunta Pisapia ha dato alla città in questi ultimi anni, i miglioramenti, la visione futuristica e più europea in merito alla viabilità e al verde comune non sono servite a niente, o meglio, non è questo ciò che i grandi economisti italiani e europei vogliono e chiedono a Milano.  Una città più verde, solidale, moderna, attenta al cittadino, coinvolgente  grazie alle numerose iniziative sociali, una città che è diventata trasparente, umile e reattiva,  con un’ economia solidale ben affermata (giunta Pisapia). Ma questo evidentemente non piace, per usare un eufemismo “non ha appeal per i potenti..” Il laboratorio politico di Pisapia è terminato nel peggiore dei modi: ha vinto la via di mezzo, quello che chiede l’Europa a Roma con il governo Renzi e quello che Roma ha chiesto a Milano, né troppo a sinistra, né troppo a destra. È noto anche che la sinistra ci ha messo del suo: due candidati appetibili come il vice Sindaco Francesca Balzani e l’Assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, rispettivamente con il 33,97% e 23,02%,  politici a sinistra del famigerato e forse neonato partito della Nazione, invece che correre separati potevano benissimo unirsi e correre insieme (Majorino non ha accettato il ticket proposta da Balzani). Il risultato sarebbe stato diverso? Forse, ma gli schemi politici quando si tratta di potere saltano.. Che dire quindi, come si dice “carta canta?” e a Milano ha cantato bene, non ha stonato per nulla, l’orchestra però non era quella giusta. Lasciamo stare i cinesi, nella disfatta della sinistra non c’ entrano nulla, quasi più in là dell’1% dei votanti, poca roba per determinare un voto. Un “mea culpa” a sinistra  è necessario se non doveroso. Chi ha orecchie per intendere, intenda. Il quarto candidato il giovane imprenditore Antonio Iannetta? Non pervenuto..

 

Marco Feliciani