Psicologi Di Quartiere A Milano, Successo Per Il Servizio Negli spazi WeMi

Di: - Pubblicato: 18 Nov 2019

Di Filippo Nardozza.

Il servizio gratuito messo a disposizione dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia con WeMi, (sistema per il welfare del Comune di Milano) giunge al termine degli otto mesi di sperimentazione, con circa 700 persone incontrate: solitudine, depressione (che affligge un milanese su cinque), rapporti genitori-figli, relazioni di vicinato e di quartiere i problemi più segnalati, insieme alle difficoltà di assistere genitori anziani, familiari con disabilità o patologie croniche importanti. Bettiga (Ordine degli Psicologi): “Resta difficile intercettare bisogni complessi, legati sia a difficoltà personali e famigliari, sia a problematiche come la povertà e il rischio di esclusione sociale”.

Otto mesi di ascolto e di orientamentonei quartieri, libero e gratuito, attraverso la rete deglispazi WeMi, quelli del sistema del welfare milanese presenti in ciascuno dei 9 Municipi che compongono il capoluogo lombardo; otto mesi di presenza sul territorio per chi necessita una prima assistenza psicologica. E i promotori del servizio “Psicologi di quartiere” – Ordine degli Psicologi della Lombardia e Comune di Milano – tracciano un primo bilancio su uno strumento che ha aiutato da aprile scorso ad ora quasi settecento persone, considerando gli accessi diretti agli spazi fisici presenti e le richieste pervenute tramite le associazioni locali. Un servizio rivelatosi ben accetto e che – auspicabilmente – sarà riconfermato, se non potenziato.

“La rete degli spazi WeMi – dichiara l’Assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – è nata per creare dei poli, dei punti di riferimento riconoscibili allinterno dei quali tutti i cittadini potessero accedere allofferta completa dei servizi domiciliari presenti in città e, in particolare, in ciascun quartiere; sia i servizi del Comune di Milano che quelli attivati dal Terzo Settore. Le iniziative e le attività rivolte alle persone e alle famiglie sono cresciute in questi anni e ora è il momento di ricomporle e di riordinarle perché il quadro rischia di risultare frammentato”.

In questa rete si è dunque collocato lo Psicologo di quartiere, con lo scopo di integrare la domanda di supporto psicologico con l’offerta di servizi pubblici e privati presenti sul territorio. “Lintenzione è quella di aggiungere nuovi servizi perché questi hub diventino sempre più un punto di riferimento per i diversi territori prosegue l’Assessore – Il progetto ‘Psicologi di quartiereva proprio in questa direzione e ha avuto il merito di introdurre in questi luoghi unutenza diversa da quella fin qui conosciuta. Sulla base di questi risultati, avvieremo una interlocuzione per la prosecuzione delliniziativa e cercheremo di avvicinare a WeMi nuovi servizi”.

Il benessere psicologico e i problemi più segnalati

“Nonostante le peculiarità sociali, culturali e materiali dei vari quartieri, in questi mesi sono emersi disagi e problematiche decisamente trasversali alla città di Milano, ovvero indipendenti dalla zona in cui si vive o si concentrano i propri interessi. Le segnalazioni più numerose riguardano la solitudine, la depressione (che affligge un milanese su cinque), i rapporti genitori-figli, le relazioni di vicinato – hanno commentato Barbara Bertani, referente del progetto per l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, e Armando Toscano, coordinatore -. Tante anche le richieste legate alla difficoltà di assistere genitori anziani, famigliari con disabilità o patologie croniche importanti. Abbiamo raccolto infine qualche caso di violenza e maltrattamento, subito indirizzato verso i canali competenti”.“La salute mentale e il benessere psicologico sono aspetti fondamentali della qualità della vita, non solo dei singoli individui, ma anche delle comunità. In Lombardia e in particolare a Milano esistono validissimi servizi e strutture a cui i cittadini possono rivolgersi, tuttavia resta difficile intercettare bisogni complessi, legati sia a difficoltà personali e famigliari, sia a problematiche come la povertà e il rischio di esclusione sociale – ha sottolineato Riccardo Bettiga, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia -. Lo psicologo deve essere sempre più vicino alle persone, ed è per questo che stiamo lavorando per estendere l’esperienza degli Psicologi di Quartiere, iniziativa il cui modello è potenzialmente replicabile fino al livello nazionale”. Il progetto permette alle persone di contattare gli psicologi di quartiere gratuitamente e senza bisogno di appuntamento, nelle sedi e secondo il calendario riportato sul portale www.wemi.milano.it. In sinergia con gli operatori di WeMi che sono attivi nei quartieri da diversi anni e hanno quindi creato contatti con tutti gli attori presenti sul territorio, essi hanno offerto un primo ascolto gratuito e competente, indirizzando ogni cittadino alle strutture e alle soluzioni disponibili sul territorio. L’iniziativa ha messo in luce la necessità di intensificare la collaborazione tra i servizi attivi sul territorio, con l’obiettivo di dare una soluzione adeguata e tempestiva anche ai bisogni più complessi. Si sta quindi lavorando per dare continuità al servizio e potenziarlo in questa direzione