Scuola Di Periferie

Di: - Pubblicato: 2 ottobre 2017

Un progetto per creare incontro e  socialità tra istituzioni, terzo settore e cittadini.

Di Marco Feliciani

 

Mercoledì 27 settembre a Quarto Oggiaro, quartiere della periferia nord-ovest di Milano, ha preso il via la “Scuola di Periferie” promossa da Consulta Periferie Milano. Una “scuola” che, nel biennio 2017-19,  si articolerà in varie sedi territoriali, da San Siro a Niguarda, da Lambrate a Baggio, da Greco al Corvetto.  Per saperne di più sul progetto, sui protagonisti e sull’iniziativa stessa abbiamo sentito Aaron Paradiso di Spazio Baluardo, realtà sociale tra le più attive nel quartiere.

Aron in che cosa consiste di preciso la “Scuola di Periferie” e perché questa iniziativa?

Scuola di Periferie è un progetto che nasce da Consulta delle periferie, un’iniziativa che vuole portare, attraverso incontri e seminari , i cittadini, le associazioni e l’ amministrazione a confrontarsi sul territorio e a costruire una partecipazione attiva e progettuale intorno al tema delle periferie.

Cosa rappresenta la periferia oggi?

Siamo di fronte ad una trasformazione urbanistica, da anni ormai si parla di Milano metropolitana, ma questo cambiamento geo-politico del territorio milanese non è ancora stato assorbito da parte dei cittadini, per cui il tema delle periferie rimane un tema centrale.

Sono tante le associazione che nei quartieri di periferia si spendono contro degrado e criminalità, quanto ancora c’è da fare?

C’è da fare ancora molto, ma partendo da un altro principio. Innanzitutto le amministrazioni  dovrebbero coinvolgere molto di più le associazioni presenti sul territorio nell’ elaborazione di bandi o progetti, in primis per capire quali sono i bisogni reali e poi per ricevere e accogliere suggerimenti e indicazioni. Il lavoro che viene svolto dal terzo settore è enorme e si sta cercando da anni di metterlo a sistema, quindi  di renderlo più efficace, ma ci vuole anche un ulteriore intervento, che non sia solo quello di erogare contributi o bandi per spazi che spesso sono fatiscenti o per luoghi che non sono adatti per svolgere le attività. Bisogna ripensare proprio a un metodo di coinvolgimento dell’associazionismo di base.

Quali sono gli obiettivi della “Scuola di Periferie”?

Sicuramente il dialogo, un modo per stare seduti tutti insieme intorno ad un tavolo, associazioni, cittadini e istituzioni, per dirci come riuscire a lavorare insieme, ognuno contaminando l’altro. La scuola di Periferie si muoverà su tutte le periferie di Milano e cercherà di raccogliere la narrazione di questi luoghi e trasformarla in qualcosa che possa essere utile per fare degli interventi di tipo sociale per la cittadinanza tutta e quindi per essere uno strumento di inclusione efficace sui territori.