Se Il Turismo Inclusivo E Accessibile è Anche “Di Design”

Di: - Pubblicato: 10 Mar 2019

Una camera d’albergo proprio per tutti, in grado di accogliere nel massimo comfort e funzionalità sia normodotati sia persone portatrici di disabilità di vario tipo, senza rinunciare al design, anche dal punto di vista estetico. Nell’ottica di un turismo – milanese e non solo – sempre più inclusivo.

A lavorare in questa direzione ha iniziato dallo scorso anno – facendo leva sulla progettualità creativa dei suoi studenti – l’Istituto Europeo di Design, nell’ambito del progetto Hoteling for All promosso con Comune di Milano e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Un’iniziativa nata nel 2017 all’interno del Tavolo del Turismo – gruppo Turismo Accessibile di Camera e condivisa con Assolombarda, APAM – Associazione Albergatori Milano di Confcommercio, Rescasa Lombardia e Assobagno di FederlegnoArredo, partendo dalla necessità di lavorare perché laccessibilità non rimanga solo un argomento di interesse delle persone con bisogni speciali (diversamente abili, anziani, famiglie con bambini piccoli, ecc..), ma che se ne comprenda anche la dimensione economica sottostante e ci si adoperi perché questo venga ampiamente compreso a tutti i livelli. E perché Milano diventi più accogliente.

Da qui dunque le soluzioni letto/bagno presentate lo scorso anno da 5 gruppi di diplomandi IED e declinate in altrettante proposte di design – impiegando in un caso anche l’intelligenza artificiale – per una camera d’albergo che tenga in considerazione le necessità di portatori di bisogni diversi, ma che allo stesso tempo sia una camera “gradita da tutti”, anche da chi non presenta bisogni specifici.

Una camera potenzialmente replicabile in tutti gli alberghi, ma al tempo stesso diversa per tipologia d’albergo che , attraverso soluzioni tecnologiche e di design, possa rispondere a diverse criticità di movimento e di vissuto in Hotel, con l’obiettivo di offrire una nuova esperienza di soggiorno.

Un’intento questo tanto determinato e necessario da far si che il progetto sia in corso anche quest’anno presso i tesisti di Product e Interior Design dello IED di Milano, sempre con il sostegno di Camera di Commercio e Comune, oltre che degli altri partner.

Nello sviluppo del progetto, sotto la guida di Attila Verres e Dario Gavezotti, sono stati presi in considerazione finora utenti normodotati, persone con disabilità temporanee, ipovedenti, non vedenti, ipoudenti, non udenti, paraplegici e tetraplegici. Quest’anno, con il docente Libero Rutilo, oggetto di studio anche le necessità di persone con disabilità psichica.

Prima a lanciare l’input per il progetto, ai suoi albori, la Delegata del Sindaco Sala alle Politiche per l’Accessibilità, l’avvocato Lisa Noja, costretta in prima persona su una carrozzina, che sembra però non limitare la sua voglia di fare e porsi a servizio della società: “Uniniziativa davvero meritevole, perché lavorare sullaccessibilità significa rendere Milano ancora più accogliente e in grado di attrarre proprio tutti, in modo che nessuno debba rinunciare a viaggiare e visitare la nostra città. Per questo ringraziamo lIstituto Europeo di Design e tutti i soggetti che hanno collaborato a questo progetto, perché costruire e diffondere la cultura dellaccessibilità, partendo proprio da

dove si formano progettisti e designer, è un passo fondamentale verso questo obiettivo”.

A spingere il progetto anche necessità di tipo prettamente gestionale, come da commento di Maurizio Naro, Presidente APAM – Associazione Albergatori Milano. “Un anno fa abbiamo proposto questo progetto per risolvere un problema sentito da noi albergatori: le camere per disabili hanno purtroppo un aspetto, soprattutto nel bagno, troppo ospedaliero e questo implica che il cliente normodotato non accetti di vedersi assegnata questa tipologia di camera nonostante le dimensioni maggiori. I gruppi di studenti Ied che abbiamo valutato, oltre a presentare progetti molto validi e funzionali alla nostra attività, hanno anche dimostrato di essersi appassionati al tema e di essere entrati in empatia con le persone che hanno intervistato per conoscere in dettaglio le principali problematiche che i portatori di disabilità incontrano quando viaggiano”.

La Redazione