Senza Dimora: Chi Si Ammala, Dopo Il Ricovero Dove Va?

Di: - Pubblicato: 15 gennaio 2018

Di Filippo Nardozza

 

Mettiamo che ti ammali seriamente (può succedere a tutti, ma chi vive per strada o non ha fissa dimora è da tre a sei volte più esposto al rischio di ammalarsi rispetto a chi ha una casa). O mettiamo che per stare meglio si abbia bisogno di un intervento chirurgico. Mettiamo che vieni ricoverato, curato, operato e fortunatamente dimesso (i posti letto ospedalieri, soprattutto in una metropoli, sono quanto mai preziosi e vanno liberati al più presto). A casa sarai protetto e assistito – nella maggior parte delle ipotesi – da un familiare, dal partner, da un amico, nella delicata fase della convalescenza per la rimessa in sesto completa, tra farmaci da assumere e terapie, riposo e un’alimentazione più attenta.

E l’eventuale persona dimessa che vive per strada, dove la passa la convalescenza? Come può evitare di riammalarsi subito?

A Milano, di fatto, un posto specifico c’è, al momento il solo in Italia. Proprio per rispondere a questa domanda, intercettando di fatto una necessità tristemente evidente ma alla quale forse è difficile far caso, sei anni fa è nato un Centro Post Acute, primo e unico servizio post-ospedaliero per senzatetto nel nostro Paese, su iniziativa di Medici Senza Frontiere con Progetto Arca Onlus.

Dopo i primi due anni di sperimentazione, dal 2014 la Onlus che da oltre vent’anni si occupa di aiuto e reinserimento di chi vive condizioni di disagio ed emarginazione (da persone affette da dipendenze ai senza dimora, da migranti rifugiati o richiedenti asilo a famiglie indigenti) ha iniziato a gestire il centro Post Acute in completa autonomia, arrivando a offrire assistenza medico sanitaria h 24 post ricovero a una media di 230 beneficiari ogni anno. Con una spinta in più da fine 2017, grazie a un investimento di Baxter International Foundation.

Traumi, infezioni acute alle vie respiratorie, malattie della pelle, ma anche tubercolosi, casi chirurgici e cirrosi sono i principali problemi per cui in genere le persone senza dimora vengono ricoverate e per le quali, una volta dimesse, hanno ancora bisogno di assistenza per evitare ricadute e ripetute ospedalizzazioni.

Post ricovero per senzatetto, come si presenta un centro di questo tipo?

Questa particolare casa temporanea è ospitata presso il noto Centro di Accoglienza di Via Mambretti dove Progetto Arca già ospita migranti e, a seconda delle emergenze, anche persone senza dimora. Un luogo in cui la vita prova, seppur con difficoltà, a ripartire.

Una particolare ala del Centro è stata adibita al post ricovero: ha un ingresso indipendente, camere con servizi (20 i posti letto in totale), una mensa, un ufficio per gli operatori, la sala medica e soprattutto un’equipe dedicata di 17 persone tra medici, infermieri e operatori socio sanitari.

Con una novità: da quest’anno ci si doterà anche di psicologi e di nuove figure per assistere la persona in senso il più possibile “olistico”, dal punto di vista sanitario, quindi, ma anche sociale e culturale, per un pieno recupero psico-fisico. Grazie a una donazione di 40 mila dollari annunciata a fine 2017 da parte di Baxter International Foundation (Fondazione dell’omonima multinazionale farmaceutica e biomedicale che contribuisce concretamente allo sviluppo di comunità più sane) si sta rafforzando l’equipe di professionisti che operano nel reparto con l’introduzione di un servizio di supporto psicologico per i pazienti, l’inserimento di un mediatore culturale per facilitare la relazione con i degenti stranieri e di un tutor formatore per affiancare e accompagnare i volontari che partecipano alla vita del centro.

Il personale medico e specialistico è direttamente selezionato da Progetto Arca, mentre i pazienti vengono reclutati su segnalazioni dalle principali strutture ospedaliere della città e della regione con la collaborazione di ATS città di Milano e Comune di Milano (il servizio Post Acute è infatti un progetto pilota di Arca convenzionato con Regione Lombardia).

Ma chi sono (e sono stati) gli ospiti del Post Acute? I 700 ricoverati in totale da gennaio 2014 a fine 2017 – fa sapere Progetto Arca – sono soprattutto uomini, provenienti da circa 60 paesi diversi e principalmente da Italia (240), Romania (100) e Marocco (67), l’età è mista ma concentrata nella fascia tra i 40 e i 60 anni.

La nostra partnership con la Fondazione Progetto Arca onlus permette di colmare un’ importante necessità sanitaria fornendo, alle persone fragili che vivono senza fissa dimora in Italia, un accesso alle cure e ai servizi anche una volta dimessi dall’ospedale, sottolinea ulteriormente Stacey Eisen, presidente della Fondazione Baxter e senior vice-president global communications in Baxter.

Una cura che, come è evidente, nel Centro Post Acute va anche oltre l’assistenza medica in convalescenze e che – anche grazie alla presenza dei volontari che intervengono nella distribuzione dei pasti, nel fare compagnia agli ospiti, nella presenza amichevole durante le situazioni conviviali – si configura proprio un po’ come se si stesse in famiglia.