Seveso: Comitato Acque Pulite E Cittadini Dicono No Alla Realizzazione Della Vasca Anti-Piena Al Parco Nord “Non Esiste Nessuna Compatibilità Ambientale”

Di: - Pubblicato: 12 settembre 2016

Intervista alla Dott.ssa in medicina Matilde Minella del comitato Acque pulite: “Realizzare la vasca avrebbe un impatto ambientale disastroso. Il danno a 4 ettari di boschi e all’ecosistema sarebbe irrecuperabile”

 

foto x art Seveso Il comitato acque pulite etc etc.. Didascalia foto. Area di intervennto realizzazione vasca

Area di intervento realizzazione vasca

Da subito il comitato ha detto un no secco alla vasca, perché?

Chiunque sostenga il parco non può avallare un progetto che significa distruggere quattro ettari di verde. Il progetto della vasca è fuori logica, oltre che invasivo e violento. Ci sono invece delle tecniche che sono state incamerate anche dalla legislazione vigente regionale, che però non vengono applicate. Una di queste è l’applicazione della varianza idraulica: stoccaggio dell’acqua piovana e riutilizzo. Queste tecniche potrebbero – con gli stessi fondi messi a disposizione per la realizzazione della vasca – risolvere il problema delle esondazioni del Seveso, anche per le generazioni future, non soltanto nell’immediato di un’emergenza improvvisa.

Cosa si sta facendo per impedire la costruzione della vasca?

Insieme al Movimento Spontaneo di Quartiere, nato circa un anno fa, abbiamo portato avanti diverse iniziative, tra le quali la raccolta di 2.500 firme per fermare il progetto vasca che ha coinvolto i cittadini di Bresso ma anche di Milano. La gente deve sapere che questi lavori potranno creare dei disagi enormi ai residenti che vivono nelle vicinanze del cantiere a causa degli scavi non a norma. I dati parlano chiaro: : la vasca avrà una volumetria di 250.000 m³ e una profondità di 10/11 m. Molto probabilmente gli scavi arriveranno intorno ai 15 m di profondità. Quindi, nel caso della vasca di Bresso, potrebbero venirsi a verificare sovrapposizioni con la falda acquifera, con conseguente rischio di inquinamento falda per non parlare delle violente vibrazioni che verranno avvertite dai cittadini a causa della troppa vicinanza con le abitazioni. Per questi motivi abbiamo chiesto alla Regione Lombardia di trovare soluzioni alternative al luogo del cantiere, per esempio posti più isolati, ma questo non è stato fatto. Circolano voci che Il Comune di Milano stia cercando delle aree nelle vicinanze del parco  per compensare la distruzione di quattro ettari di bosco, piantando alberi. Come comitato e movimento di quartiere rigettiamo questa soluzione perché quando si parla di biodiversità ed ecosistema in termini di salute della popolazione non si può barattare. La domanda che facciamo al Comune di Milano e alla regione è: perché non costruire la vasca nell’area dove il Comune di Milano vorrebbe realizzare questo boschetto di compensazione invece che nell’area vicina alle abitazioni? La risposta è semplice e ce la siamo data da soli: perché il Comune di Milano e Regione Lombardia non hanno proceduto con lo studio delle localizzazioni alternative.

Il movimento spontaneo di quartiere e il Comune di Bresso  hanno fatto ricorso al Tribunale delle acque contro Comune di Milano e Regione Lombardia contestando la compatibilità ambientale dell’opera, spera in risultati positivi?

Il ricorso è stato fatto impugnando la pronuncia di compatibilità ambientale che la Regione Lombardia decreta nel documento che permetterà la costruzione delle vasca. Tra l’altro c’è un cavillo perché la compatibilità ambientale risulta positiva ma con prescrizioni. Difatti, in un punto delle prescrizioni è scritto che in teoria preliminarmente bisogna eliminare l’aspetto inquinamento dell’acqua, solo che nel progetto vasca nessuno ha stanziato fondi per la depurazione delle acque.  Il fiume Seveso risulta essere il terzo fiume più inquinato d’Europa, come dimostrano i dati dell’Arpa. Lo stato ecologico del fiume è da cattivo a scarso, senza nessun tipo di modifica da almeno sei anni. C’è anche l’aspetto forse più importante, quello chimico. Infatti, oltre alle sostanze nocive presenti, ci sono anche sostanze da bollino rosso, sostanze neurotossiche molto pericolose che adesso ancora non hanno creato grossi danni, ma con la vasca le acque del fiume si depositeranno  per diversi giorni e diventeranno  acque stagnanti a tutti gli effetti, ed è in questo caso che  il rischio di contrarre malattie croniche dovute ai pesticidi del fiume aumenta notevolmente. Inoltre le normative nazionali impongono lo stoccaggio di acque fognarie ad oltre 100m dalle abitazioni, mentre la vasca del Seveso si troverebbe a 30m dalle abitazioni più vicine.

Secondo Lei, quali sono le soluzioni alternative alla costruzione della vasca?

Ce ne sono veramente tante. Proprio in questi giorni stavo studiando quello che succede in questi casi all’estero, nord Europa soprattutto, e sono venuta a conoscenza delle tantissime tecniche poco dispendiose che si potrebbero realizzare anche da noi, come lo stoccaggio dell’acqua piovana in vasche  interrate, acqua che poi può essere riutilizzata in diversi modi. Se tutti i comuni dell’asse del Seveso fossero obbligati dalla regione, finanziati e supportati con gli stessi soldi che verranno spesi per la vasca, si potrebbero realizzare altri interventi per concludere una volta per tutte il problema delle esondazioni del Seveso. Non serve distruggere quattro ettari di vegetazione.

Salvaguardare il territorio è importante, ma anche evitare i disagi dovuti alle esondazioni del Seveso lo è..

Certo, noi abbiamo piena solidarietà per la popolazione esondata. Queste acque sono inquinate e non devono andare a casa di nessuno, il rischio di malattie è molto alto se una persona viene a contatto con esse, ma non è sicuramente la costruzione della vasca che potrà impedire questo rischio. Bisogna risolvere il problema in modo intelligente e duraturo. Un lavoro di questo genere, con normative nazionali e regionali di sicurezza per la popolazione che non vengono rispettate, è un rischio enorme per tutti.

Quindi la protesta contro la realizzazione della vasca continua?

Continua fino all’ultimo minuto, fino a quando vedremo devastare questo polmone verde metropolitano continueremo a far valere le nostre ragioni e a dire che non esiste nessuna compatibilità regionale che consenta la costruzione della vasca e la messa in sicurezza dei cittadini. Continueremo a manifestare il nostro dissenso e a dire che questa costruzione è un abuso al verde e alla salute dei cittadini che vivono nell’area della futura vasca

Marco Feliciani