Sprechi Alimentari: Quanto Cibo Viene Buttato Dalle Nostre Scuole?

Di: - Pubblicato: 28 novembre 2016

Il 2 agosto di quest’anno è stata approvata al Senato una legge sugli sprechi alimentari, per ridurre così gli eccessi di cibo che puntualmente finiscono per riempire i cassonetti dell’umido. La legge si pone, come obiettivi primari, di favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ai fini di solidarietà sociali e contribuire alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente e sulle risorse naturali mediante la riduzione di rifiuti. Inoltre questa norma si impegna anche a sensibilizzare i consumatori e le istituzioni sulle materie di cui si occupa la legge, con un occhio di riguardo verso le nuove generazioni. Questi sono gli obiettivi da perseguire in linea teorica, anche se in pratica non si dà molta importanza agli sprechi alimentari, ed un esempio negativo arriva direttamente dal Comune di Milano. I pasti serviti nelle scuole sono forniti dall’azienda Milano Ristorazione, ma dove finiscono tutti gli avanzi? Finiscono nell’umido.

Secondo alcuni dati riguardanti l’intero Paese dimostrano che circa il 22% del cibo avanza e finisce puntualmente nella spazzatura, senza poter essere riutilizzato o donato ai fini di solidarietà sociale, come sostiene uno degli obiettivi della legge. Oltre allo spreco ingiusto degli alimenti, anche lo spreco di denaro è notevole, circa 360 mila euro al giorno. A Milano l’unica iniziativa promossa da Milano Ristorazione (riguardante esclusivamente le scuole primarie, nidi e materne escluse) consiste in un “Sacchetto salva merenda” dove i bambini possono riporre frutta, budini, pane e prodotti da forno. Questo progetto non basta comunque ad evitare tutti gli sprechi di pasta, riso, carne, pesce, ecc …

Nella legge di agosto viene anche disposto che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, il ministero della salute deve predisporre linee di indirizzo per gli enti gestori di mense scolastiche, aziendali ed ospedaliere per ridurre lo spreco di cibo. Ad oggi nulla, però, è stato fatto e gli sprechi alimentari rimangono troppo alti. Tutto il cibo avanzato potrebbe venir nuovamente ritirato dall’ente che gestisce la distribuzione del cibo, per poter essere riutilizzato per altri scopi, come ad esempio mense per senzatetto o migranti.

Il cibo avanzato non può essere portato fuori dalla struttura scolastica in nessun modo. Ad esempio, un’educatrice che pensa di portare a casa pasta da scaldare o pane non può, se non vuole incorrere in sanzioni. Sembra un’assurdità ma è così.
Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala in un’intervista ad “Avvenire” ha dichiarato che l’educazione a non sprecare cibo deve partire dalle scuole e appunto nella sua agenda politica sono inseriti punti riguardanti il tema, staremo a vedere.. Per il momento nulla è stato fatto ed ogni giorno il Comune di Milano, tramite le tantissime scuole presenti sul territorio, continua a gettare nella pattumiera cibo che potrebbe regalare sorrisi ad altri bisognosi.

 

Mattia Cavalleri