Tariffe Dei Servizi, Le Cooperative Sociali Della Lombardia Pronte Alla Mobilitazione

Di: - Pubblicato: 20 febbraio 2017

Con l’aumento dell’Iva dal 4 al 5%, hanno perso 10 milioni di euro nel 2016, perché le tariffe delle prestazioni socio sanitarie sono “Iva inclusa” e ferme da quasi 10 anni. Per un anno hanno aspettato che la Giunta Maroni si muovesse per cambiare il sistema delle tariffe, unico tra tutte le altre regioni italiane. Oggi l’incontro con i consiglieri regionali,

 

Nei corridoi, sulle scale, nelle salette per le riunioni: questa mattina la sede dell’Alleanza delle Cooperative Italiane Lombardia Welfare (Agci, Confcooperative, Legacoop) di via Fabio Filzi 17 era strapiena di rappresentanti delle cooperative sociali, erano almeno 300. La sala dei convegni non è riuscita a contenerli tutti, meno male che c’era un impianto audio anche all’esterno. Una grande mobilitazione per un grande problema: nel 2016 infatti le 1.450 cooperative che aderiscono all’Alleanza hanno perso complessivamente circa 10 milioni di euro. Come mai? La legge di stabilità del 2016, approvata dal Parlamento, ha aumentato l’Iva dal 4% al 5%. In Lombardia il peso però è doppio, perché i contratti stipulati con le Aziende sanitarie territoriali (Ats, ex Asl) o le tariffe regionali sono “Iva inclusa” con un sistema tariffario fermo da 10 anni. E quindi se, per esempio, una determinata prestazione viene pagata “100 euro Iva inclusa”, l’aumento dell’Iva va a intaccare il valore della prestazione stessa. Nelle altre regioni non è così, compenso della prestazione e Iva sono separate.

L’Alleanza delle cooperative lombarde ha fatto subito presente alla Regione Lombardia che l’innalzamento dell’Iva avrebbe avuto delle ripercussioni sui loro già risicati bilanci. Ma l’unica risposta che hanno ricevuto è stata quella di aspettare. Che cosa? Che la Giunta Maroni facesse una variazione di bilancio per trovare i fondi per compensare le cooperative delle loro perdite. Il 27 luglio 2016 il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta regionale in questa direzione, ma poi non è successo nulla. Un anno passato invano, che ha però fatto perdere circa 10 milioni di euro. Oggi all’incontro sono stati invitati il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (Lombardia Popolare), e i consiglieri Sara Valmaggi (Pd), Fabio Rolfi (Lega Nord), Carlo Malvezzi (Lombardia Popolare), Mario Barboni (Pd), Carlo Borghetti (Pd) e Gian Antonio Girelli (Pd). I consiglieri della maggioranza di centro destra del Pirellone ha dato la colpa al Parlamento. “L’Iva è una tassa decisa a Roma e intascata a Roma – ha detto Cattaneo -. È una cresta fatta su chi offre un servizio pubblico. Nel breve la soluzione comunque è che i soldi ce li metta la Regione, ma dobbiamo tutti fare una battaglia politica per trovare una soluzione diversa”. La minoranza del consiglio regionale ha invece difeso l’operato del centro sinistra nazionale (“l’aumento dell’Iva è prevista da una direttiva comunitaria”) e ha chiesto alle Lombardia di cambiare sistema di tariffazione.

Fatto sta che da un anno le cooperative aspettano un segnale concreto dalla Regione Lombardia. E per questo che oggi c’è stata una mobilitazione così massiccia. “Adesso ci aspettiamo una risposta concreta. Basta parole. È un danno che sta sottraendo investimenti ai territori in termini di innovazione e sperimentazioni – spiega Valeria Negrini, presidente di Alleanza Cooperativa Lombardia Welfare – tratto distintivo da sempre della cooperazione sociale lombarda. L’impossibilità inoltre di optare per regimi agevolati di esenzione, a differenza di altri enti, è una discriminazione evidente che potrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza non solo dei servizi ma delle cooperative stesse. Ci aspettiamo una soluzione entro la stipula dei contratti con le Ats a maggio, pronti a una mobilitazione nel caso, ancora una volta, gli impegni si fermassero alle buone intenzioni”.
La soluzione auspicabile, spiega l’Alleanza, potrebbe essere quella di considerare le tariffe per servizi a carico del Servizio Regionale al netto dell’Iva per evitare disparità di trattamento derivanti da questioni fiscali, come già affermato da una sentenza della VI sezione del Consiglio di Stato del 10 dicembre 2015 che è stata molto chiara: “i compensi devono essere al netto dell’Iva”.

In ballo ci sono i servizi offerti a famiglie e persone in difficoltà. Sono a rischio chiusura comunità che ospitano minori, disabili, malati mentali, tossicodipendenti, anziani. ““Siamo in un momento complicato – sottolinea Massimo Minelli, copresidente di Alleanza Cooperative Lombardia –  Le cooperative sono state anticicliche, hanno resistito bene durante la crisi, ma adesso si trovano in difficoltà. I patrimoni sono stati erosi, si sono assottigliati, per mantenere in piedi strutture, servizi e non dimentichiamo, posti di lavoro. Non possiamo continuare così”. (dp)

© Copyright Redattore Sociale

http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/527802/Tariffe-dei-servizi-le-cooperative-sociali-della-Lombardia-pronte-alla-mobilitazione