“Tutti i clochard hanno diritto alla residenza”. Il Naga si mobilita

Di: - Pubblicato: 26 giugno 2017

Il Regolamento che istituisce i Municipi a Milano è chiaro: “I Servizi Demografici di Municipio rilasciano… la residenza anagrafica delle persone senza fissa dimora”. Ma nessun municipio si è ancora attrezzato. Per questo il 29 giugno ci sarà un presidio in piazza della Scala.

 

I clochard hanno diritto alla residenza. L’articolo 10 del Regolamento che istituisce i Municipi a Milano è chiaro: “I Servizi Demografici di Municipio rilasciano… la residenza anagrafica delle persone senza fissa dimora”. Non è una cosa da poco. Con la residenza si può avere la carta d’identità, l’accesso ai servizi sanitari, ritirare la pensione, rinnovare la patente e tanti altri servizi che sono altrimenti preclusi. Di fatto, però, finora nessun municipio si è attrezzato per dare la residenza anche a chi è senza una casa. Per questo il 29 giugno (a partire dalle ore 16) l’associazione Naga organizza un presidio in piazza della Scala, di fronte a Palazzo Marino, con questo slogan: “Sindaco, la Residenza!”. “Il 20 Maggio 100 mila persone sfilavano per le strade di Milano rivendicando una città in cui sia possibile vivere ‘insieme senza muri’ e in cui ‘Nessuna Persona è Illegale’ -spiega il Naga-. In mezzo a loro ha sfilato anche il sindaco Sala. Passato il bagno di folla è il momento di dare risposte concrete. Esiste una cosa che il sindaco può fare subito, senza esitazioni e senza dover attendere il parere di un governo che ha dato prova in molte occasioni di preferire assurde politiche razziste (come le leggi Minniti-Orlando). Il Comune può dare la residenza a tutte le persone che abitano a Milano”.

Fino a circa un anno fa, i senza dimora potevano chiedere ad alcune associazioni o enti di eleggere presso la loro sede la residenza. Un escamotage legittimo, ma non sempre di facile gestione per le associazioni. E per questo ora sono poche le onlus che offrono ancora questo servizio. “È un compito del Comune e quindi questa supplenza non ha più senso”, spiega Maria Vittoria Mora del Naga. Da qui la richiesta perché si proceda al più presto ad istituire l’apposito sportello in ogni anagrafe. “C’è un gruppo di lavoro che sta studiando le modalità con le quali i senza dimora potranno chiedere la residenza fittizia – aggiunge Maria Vittoria Mora -. Probabilmente i senza dimora si iscriveranno all’anagrafe solo tramite l’intervento delle associazioni che si occupano di grave emarginazione. Questo perché non è solo un atto burocratico, ma può diventare il primo passo per il loro riscatto sociale: la residenza viene dunque concessa se c’è anche un progetto di reinserimento lavorativo ed abitativo”.

La questione della residenza riguarda alcune migliaia di persone. Basti pensare ai profughi che hanno ottenuto lo status di rifugiato, ma che non trovano un posto nei centri di accoglienza. Ci sono poi gli sfrattati che non riescono a trovare un alloggio alternativo oppure chi vive nei dormitori. “La residenza permette a coloro che vivono in strada di uscire dall’invisibilità”, conclude Maria Vittoria Mora. (dp)

© Copyright Redattore Sociale

http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/538854/Tutti-i-clochard-hanno-diritto-alla-residenza-Il-Naga-si-mobilita